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Enel e Future-E: «svelata la grande truffa»

Corigliano Rossano Futura chiede un tavolo nazionale con Governo, Regione, i Sindacati ed il Comune.

fratelli d'italia

L’avevamo scritto nel 2016. Future-E è stata una grande bufala. Una comoda via di fuga inventata dall’ Enel per lasciare in territorio senza pagare il giusto prezzo. Siamo stati facili profeti quando denunciammo che la questione del sito industriale era troppo importante per poter essere trattata a livello locale. Serviva e serve ancora un tavolo nazionale che veda insieme il Governo, la Regione, i sindacati ed il Comune.

Tre anni di presa per i fondelli. Progetti turistici illustrati in Centrale dai grandi dirigenti Enel alla Regione, ai sindacati, alla città in una memorabile giornata propagandistica nel sito della Centrale, poi il Consiglio Comunale chiamato ad esprimersi su proposte di Enel circa una destinazione turistica e la pronunzia unanime di quel consesso.

Infine tre anni di silenzio di tergiversazione e tatticismo. Anzi no, perché si è avviato lo smontaggio che pure era incluso nel budget di Future-ed è arrivato  il nuovo piano industriale 2020-2022: Enel dichiara che Future-E è stato uno scherzo. C’è solo il business dello smontaggio ed Enel se lo fa da sola, mentre di caratterizzazione ambientale dell’area sotto gli impianti e di bonifica non se ne parla ma si propone di tenere attivi i due turbogas!

Ecco svelata la grande truffa. Dopo aver lucrato per anni, dopo aver silenziosamente esodato oltre 300 dipendenti, dopo non aver rispettato le convenzioni ancora oggi vigenti ed aver eseguito lavori abusivi, Enel dichiara candidamente che «abbiamo scherzato».

Non ci sono cronoprogrammi per la messa in sicurezza e lo smantellamento, per la caratterizzazione ambientale e la bonifica e mancano persino tutele e garanzie  per i lavoratori  impiegati. Ecco perché serve un tavolo nazionale a livello di Governo, come si fa per le crisi industriali e come non si fece in passato quando a fronte della dismissione non fu dichiarato lo stato di crisi. Ora serve lanciare una vertenza territoriale, nella quale la Regione ed i parlamentari si schierino apertamente ed il Sindaco insieme con i sindacati si metta a capo di una vera e propria rivolta di popolo. Non c’è altro da fare.


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