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Emergenza rifiuti, Stasi alza le barricate e chiama in causa Regione e Comune di Cosenza

Piccata la replica all’Udc che stamattina ritornava a riversare responsabilità sul primo cittadino. «L’udc – scrive Stasi – lavorasse in Regione per risoluzione del problema»

A parere del sindaco Flavio Stasi ci sarebbero inesattezze colossali sulle ricostruzioni fatte in questi ultimi giorni dall’Udc di Corigliano-Rossano rispetto alla grande questione dei rifiuti.  Il partito centrista, a più riprese,  era ritornato sul pezzo richiamando Stasi alle sue responsabilità. Ma stamattina, il primo cittadino, dopo l’ennesima sciabolata uddicina, ha rotto nuovamente gli indugi, scrivendo una dichiarazione piccata, con l’intento dichiarato di far piena e definitiva luce sulla questione. Le colpe dell’emergenza – precisa il Primo cittadino – non sono da ricercarsi in capo al Comune di Corigliano-Rossano bensì in Regione e nel Comune di Cosenza.

Ecco perché nelle dichiarazioni di Stasi che riportiamo integralmente

Sbagliare è umano, perseverare in questo caso non è diabolico, ma cerca di celare agli occhi della popolazione le proprie responsabilità. 

Ancora una volta leggo baggianate, questa volta colossali sulla questione rifiuti da parte di esponenti di partiti locali, che per altro sono ben rappresentati nella maggioranza regionale e che, quindi, dovrebbero conoscere molto bene di chi sono le responsabilità di questa situazione paradossale e di blocco dei conferimenti, ampiamente prevista e da noi preannunciata più volte. 

Nessuna rissa comunque, assolutamente, anche se so che quando si fa chiarezza rispetto alle inesattezze, se ne avvertono i colpi. Sono costretto a fornire, quindi, ulteriori chiarimenti. 

Stando a quanto riportato sui media, la nota a cui si fa riferimento testimonia solo una cosa: l’attività fervente dell’Ambito di Raccolta Ottimale (ARO) Sibaritide e del Comune di Corigliano-Rossano per cercare di trovare una soluzione in una crisi istituzionale incredibile in cui da un lato la Regione e dall’altro l’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) hanno lasciato i comuni in balia del vento, con fatture non pagate, conferimenti non disponibili, contratti sempre in scadenza. 

Così come del resto fatto anche questa mattina (venerdì 3) l’ARO Sibaritide, con numerose comunicazioni, si è adoperato per spingere chi, in questo momento, ha la possibilità di superare questo ennesimo momento di criticità con un proprio atto amministrativo, ovvero il Comune di Cosenza. Ricordiamo infatti che presso il bilancio del comune capoluogo vengono depositati i fondi di tutti i comuni per pagare i costi del conferimento dei rifiuti. 

A poter risolvere l’impasse e quindi ad elargire le spettanze ai gestori dell’Ente Provincia, come gli imprecisi seriali sanno bene, in questo momento di assenza del responsabile tecnico dell’Ambito Territoriale, possono essere solo i responsabili tecnici ed amministrativi del Comune di Cosenza, con i quali vi è una interlocuzione serrata e che si sono trovati, anche loro, a dover gestire una situazione inedita e di emergenza. 

Insomma, quella di attribuire poteri amministrativi all’ARO in questo caso testimonia, nel migliore dei casi, totale disconoscenza dei ruoli. 

Al comune capofila dell’ARO Sibaritide si può rimproverare semmai l’esatto contrario di quanto scritto: ovvero l’impegno massimo per cercare di sbloccare anche questa volta (come accaduto venti giorni fa) l’ennesimo blocco causato dalla crisi istituzionale dell’ATO e dalle mancate determinazioni della Regione che conosce da tempo la situazione. Sappiamo bene come l’impegno profuso a 360 gradi spesso comporta l’attribuzione di responsabilità che non sono proprie, ma a noi questo non spaventa perché tentare di risolvere i problemi del territorio è l’unico obiettivo che ci anima, e continueremo a farlo. 

A tal proposito, forse, piuttosto che tentare di disinformare la popolazione e fare scarica barile, le strutture che rivestono ruoli in maggioranza regionale dovrebbero provare a lavorare per risolvere i problemi o quanto meno collaborare per superare le criticità che investono il territorio. 


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