Home / Ambiente / Emergenza rifiuti, a Bucita monta la protesta dei lavoratori

Emergenza rifiuti, a Bucita monta la protesta dei lavoratori

Dopo le rassicurazioni di Stasi, la Ekrò ha richiamato a lavoro 12 dipendenti ma uno dei 6 rimasti fuori si sarebbe incatenato ai cancelli d’ingresso

bucita

I guai non camminano mai da soli: prima il blocco degli impianti (per mancanza di discariche), poi la mobilitazione dei lavoratori dell’impianto di Bucita per mancanza di certezze sul loro futuro lavorativo alla quale oggi si aggiunge l’ennesima pagina sindacale della vertenza: uno dei lavoratori (dei 18 assunti presso la sede Ekrò di Corigliano-Rossano) si sarebbe incatenato ai cancelli di ingresso dopo essere stato escluso dal piano di riassunzione dell’azienda.

A dare notizia di questo ennesimo atto sono stati il segretario provinciale e quello territoriale di Uil Trasporti, Giovanni Villella e Luciano Campilongo. I quali, facendosi portavoce dell’istanza dei lavoratori esclusi (sei in tutto), hanno scritto al management di Ekrò, gestore dell’impianto di trattamento rifiuti di Bucita, minacciando diffida presso l’ispettorato del lavoro nel caso in cui entro domani non venisse messo sotto contratto di lavoro tutto il blocco dei 18 dipendenti.

Ricordiamo che Ekrò opera per conto dell’Aro della Sibaritide, quindi per conto di tutti i comuni del comprensorio ionico che conferiscono a Bucita dove, appunto, sorge uno dei pochi impianti pubblici di trattamento rifiuti della Calabria. Insomma l’azienda crotonese gestisce con i soldi dei contribuenti una struttura pubblica.

Cosa è successo. Nei giorni scorsi i lavoratori avevano annunciato lo stato di agitazione per il mancato pagamento della mensilità di maggio e per l’assenza di prospettive lavorative, considerata la scadenza della concessione all’azienda entro il 30 giugno. Poi l’intervento del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che ha messo una pezza ad una situazione incandescente, garantendo l’imminente pagamento del salario spettante entro il prossimo giovedì. Rassicurazioni quelle del primo cittadino a cui la Ekrò ha dato fiducia (anche dopo la possibilità data ieri dal Consiglio regionale della Calabria ai regimi di prorogatio alle aziende private, giusto il tempo di far fronte all’emergenza in atto, poi la musica cambierà… dicono) riassorbendo il personale finito in cassa integrazione e riaprendo, già da stamani, i cancelli dell’impianto. Il problema è che dei 18 dipendenti assunti nella sede di Bucita ad oggi ne lavorerebbero solo 12 e gli altri 6, a detta dei sindacati, sarebbero stati lasciati inspiegabilmente in cassa integrazione. Da qui la protesta di oggi pomeriggio dei cassintegrati che ha fatto, così, registrare nuovi ritardi nel conferimento.

mar.lef.


 

Commenta

commenti