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Emergenza idrica, opposizione Corigliano Rossano: che fine hanno fatto i 7mln della Regione?

“Intere zone della città senza acqua. Strade ridotte a trincee. Stasi si prepara alla rivoluzione”

emergenza idrica“Continuiamo a raccogliere il grido d’allarme dei cittadini rispetto all’ emergenza idrica”. A dichiararlo in una nota i gruppi consiliari di opposizione di Corigliano Rossano. “Intanto rimaniamo in attesa che il Presidente del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano, su indicazione del primo cittadino e dopo l’istanza presentata dai gruppi consiliari di Opposizione, indica l’assemblea civica straordinaria e monotematica per discutere delle questioni della sanità che affliggono la città ed il territorio; (sperando, ovviamente, che si dia la possibilità al Civico consesso di esprimersi e dare degli input prima che il sindaco incontri nuovamente i colleghi del territorio).  Al netto delle fantasie raccontate dal sindaco in campagna elettorale sull’argomento, vorremmo sapere dal capo dell’Esecutivo comunale a che punto è l’acquisizione dei 7 milioni di euro destinati alla Città per il risanamento e la mappatura delle condotte.

Da quanto ci risulta continuano a rimanere fermi in Regione; nessuno degli amministratori fino ad oggi è stato infatti capace di sollecitare gli uffici preposti ad accelerare l’iter di progettazione e trasferimento dei fondi che vanno a valere sulle risorse del Patto per la Calabria. E, quindi, invece che lavorare e programmare – così come dovrebbe fare un’Amministrazione comunale virtuosa – ci si impegna a cavalcare l’emergenza, selfandosi a bordo delle autobotti o sui cantieri aperti alla ricerca della falla perduta. Operazioni di propaganda che purtroppo non risolvono i gravi problemi che ci sono in Città: dai centri urbani di Corigliano e Rossano per finire alle periferie.

“DI MISTERI CON LA GESTIONE STASI CE NE SONO TANTISSIMI”

Ed è così che mentre ci sono intere zone che rimangono senza acqua per settimane, senza che nessuno sappia dare una valida soluzione, e mentre si è ritornati a gestire la macchina comunale così come lo si faceva negli anni ’80, rincorrendo le emergenze e spendendo fior di quattrini per comprare i pezzi di ricambio; quei soldi che sono di Corigliano-Rossano – ribadiamo – rimangono fermi in Regione. Eppure quel finanziamento, sicuramente non sarà risolutivo di una emergenza che ci portiamo dietro da decenni ma aiuterebbe il Comune a iniziare a dare le risposte che i cittadini si attendono. È vero, però, che – rifacendoci alle parole del sindaco – per avviare l’atteso cambiamento ci vorranno almeno un paio di anni. Nel frattempo ci prepariamo alla rivoluzione. Come? Mah, per esempio riducendo le strade dei centri storici di Corigliano-Rossano in una groviera.

Anzi no, il primo cittadino, ha ordinato di scavare le trincee, perché altrimenti come si fa la rivoluzione?! Scherzi a parte. Buona prassi dell’ordinaria amministrazione vorrebbe che, ogni qualvolta si procede a dei lavori di scavo, gli stessi vengano richiusi ripristinando lo stato dei luoghi. Quest’abitudine nella nostra città si è persa e non si capisce il perché. Ma di misteri, a dire il vero, con la gestione Stasi, ce ne sono tantissimi. Come quello dei semafori di Santa Lucia, in un tratto pericolosissimo della Statale 106. Il cui ripristino è stato annunciato per ben due volte dal Sindaco. Ma sono trascorsi quasi 30 giorni dallo spegnimento dell’impianto e ad oggi l’unica cosa che si è riusciti a fare è stata quella di riattivare solo i lampeggianti. E stiamo parlando di un semaforo!


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