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Elezioni: il pagellone della politica sibarita

palazzo-campanellaPochi vincitori, tanti vinti. Le elezioni regionali appena passate agli annali, oltre a sancire la larga e prevedibile vittoria di Mario Oliverio, hanno fatto registrare, per l’ennesima volta, la sconfitta su tutti i fronti della Sibaritide che, pur avendone tutte le potenzialità, non riesce proprio – se non in qualche rara eccezione – ad imporsi. Bene, molto bene Giuseppe Graziano.
Per fortuna, verrebbe da dire, e non perché facciamo il tifo per l’uno o l’altro schieramento ma semplicemente perché è l’unico rappresentane dell’area urbana e più in generale della Piana: ne difenderà le sorti in quel di Reggio, per una sfida che sarà comunque improba dai banchi della minoranza.
Ne esce sconfitto il Pd, da nord a sud del comprensorio jonico. L’avvocato Giovanni Zagarese, presentato dal partito come uomo in rappresentanza dell’area – è sotto gli occhi di tutti – non ha riscosso quanto preventivato perché anche fra i democrat, un po’ come in tutte le formazioni, si è fatto a gara a chi sosteneva lo “straniero”. Promosso con ottimi voti Ernesto Rapani. Adesso faccia un po’ come Renzi. Ci perdoni la metafora politicamente poco azzeccata visti i “colori”, ma per puntare ora al Palazzo di Città rossanese c’è bisogno delle “larghe intese”. La sua aspirazione è quella di fare il sindaco, da “capopopolo”, come ama definirsi.
Ebbene, oltre al grande lavoro, all’approvazione della gente, per scalare la montagna c’è bisogno d’aiuto: che provenga dalla società civile, dall’imprenditoria, ben venga, a patto che si facciano “le cose per bene”, un po’ come la pubblicità di una nota azienda casearia.
Sempre a Rossano, il “nuovo” che avanza, Francesco Beraldi, non disperda quanto di buono sta costruendo, anche in ottica “comunali”. Bocciate, infine, senza appello le urne coriglianesi, al grido di “passa lo straniero” e quelle di Alto e Basso Jonio per lo stesso motivo. Se non si serrano le fila, insomma, questa terra è destinata all’oblio.
l. l.

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