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Elezioni Campana, il sindaco uscente ha presentato la sua squadra

«Competenza ed esperienza per proseguire sulla strada della crescita»

«La squadra che sostiene la mia candidatura a sindaco è quanto di meglio si potesse trovare a Campana in termini di competenze, qualità, esperienza. Lautieri vuole dare un calcio agli ultimi cinque anni? È evidente che il suo concetto di progresso è l’immobilismo, lo stesso prodotto in cinque anni da vicesindaco».

Queste le parole del sindaco uscente e candidato alla riconferma Agostino Chiarello a margine della presentazione dei candidati della lista Campana Futura (Virginia Aiello, Mario Francesco Ammannato, Agostino Ausilio, Antonello Luca Callieri, Milena Costantino, Francesco Ioverno, Maria Anna Rovito, Pasquale Scalambrino, Luigi Spina e Giuseppe Luigi Vulcano) che ha avuto luogo nella sede politica di via Piave insieme a tantissimi cittadini campanesi accorsi a dare il proprio sostegno. Una squadra che coniuga al suo interno esperienza e freschezza e che si è messa a disposizione di Campana e dei campanesi per proseguire l’efficace azione amministrativa portata avanti dalla giunta Chiarello negli ultimi cinque anni.

«Noi siamo pronti – ha concluso Chiarello – forti di risultati enormi raggiunti negli ultimi cinque anni e con obiettivi chiari e precisi da portare avanti. Ho letto le dichiarazioni del candidato Lautieri, sconosciuto all’intero territorio nonostante cinque anni da vicesindaco nella passata legislatura. Se fosse stato più attento si sarebbe accorto che i suoi programmi elettorali noi li abbiamo già realizzati nella scorsa legislatura, e guardiamo già al futuro. Il suo è un ritorno al passato, altro che Campana Rinasci, sarebbe un passo indietro di dieci anni che il nostro paese non si può permettere. Le competenze? La mia è una squadra di professionisti affermati e giovani laureandi, volessi infierire chiederei a Lautieri un confronto pubblico di curriculum fra i miei candidati e i suoi, ma non ce ne sarà bisogno: saranno i cittadini a capire la differenza fra la buona amministrazione e i residui di un passato che è meglio dimenticare in fretta».


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