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Elezioni 2018: campagna elettorale anomala e senza i big della politica

Un tempo in terra sibarita la campagna elettorale era l’occasione anche per l’arrivo di capi di partito nazionali. Non certo tutti, ma ogni tanto qualcuno vi faceva capolino. L’attuale campagna elettorale, per certi versi molto anomala, ha segnato il confine tra presente e passato. Da queste parti, fino ad oggi, in questo mese non abbiamo visto nessuno. D’altro canto si sono dati da fare tutti i candidati. Nella Sibaritide ci si è basati soprattutto su alcuni argomenti chiave, quelli, cioè, ritenuti più importanti. Agricoltura, trasporti, sanità su tutti. Ci si auspica che chi vincerà si interesserà anche della vicenda Enel e della riapertura del Tribunale di Rossano.

UNA CAMPAGNA ELETTORALE SOTTOTONO, GIOCATA SOPRATTUTTO SUI SOCIAL

Ormai le proprie carte si giocano su internet. Facebook e twitter i social preferiti dai leader e candidati politici. Slogan, video brevi, messaggi ad effetto, bufale (oggi denominate fake news) o peggio ancora vere e proprie calunnie: la campagna elettorale 2.0 punta su questi nuovi canali di informazione. Tengono i giornali, un po’ meno le televisioni e le radio. Spariti quasi del tutto i grandi comizi di piazza, con il classico “bando” lanciato da macchine con casse sul portabagagli che è venuto quindi a mancare. A Corigliano e Rossano di solito si bandivano palchi e tribune. Sarà stato il freddo o altro, ma su questo tipo di messaggio i politici, almeno in questa tornata elettorale, non hanno puntato. Meglio gli incontri al chiuso, incontri tematici presso organizzazioni di categoria, o nei quartieri. Il solito porta a porta sembra sparito del tutto. Adesso ci sono whatsapp, sms e messenger. Ad ogni modo quella che un tempo si chiamava “propaganda”, oggi non è sparita, ma si è camuffata. La corsa al potere c’è, ma si è diversificata. E’ apparentemente più soft, ma incisiva. Sono rimasti gli ultimi tre giorni di campagna elettorale, almeno ufficialmente. Poi il sabato di silenzio e la domenica del voto. Ricordando che, tutto sommato, la sovranità appartiene ancora al popolo (articolo 1 della Costituzione).

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