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Economia calabrese, l’aiuto dei migranti

economiaLavorano nelle aziende. Producono. Svolgono le attività più varie, saldando regolarmente quanto dovuto al sistema previdenziale e al fisco. In altre parole contribuiscono all’ economia del territorio. Con un tasso percentuale che negli anni è decisamente cresciuto. Anche in numeri assoluti. Quando si parla della presenza di stranieri in un Paese difficilmente viene preso in esame l’impatto che il fenomeno migratorio produce in termini economici. Se non seguendo l’ondata emotiva che spesso fa valutare esclusivamente i costi – irrisori rispetto ai benefici – che ne derivano. In realtà le migrazioni hanno da sempre prodotto uno sviluppo più armonico dell’economia contribuendo attivamente allo sviluppo complessivo di una nazione. Un assioma che vale per il nostro Paese, ma anche per la Calabria.

Su tutto il territorio nazionale – e dunque anche nella nostra regione – il fenomeno migratorio sta producendo indubbi fattori di sviluppo per l’economia locale. Siano essi legati al crescente numero di occupati – capaci dunque di generare valore aggiunto, nonché maggiori incassi per le casse pubbliche – sia sul fronte delle entrate tributarie che previdenziali. Ma anche per l’incremento che sta registrando il numero di imprese condotte da cittadini stranieri. Un peso specifico – sia in termini occupazionali sia nella demografia imprenditoriale – che negli anni è destinato a salire continuando così a produrre solo benefici per l’economia italiana. Anzi potrebbe rappresentare una sorta di ancora di salvezza. Una recente pubblicazione – l’Occasional paper della Banca d’Italia – ha messo in evidenza che la diminuzione di italiani – già in corso negli ultimi anni – tenderà ad accentuarsi nei prossimi decenni tanto che l’economia italiana si reggerà sempre più sugli immigrati.

ECONOMIA, SENZA L’ARRIVO DI STRANIERI LA CALABRIA SAREBBE DESTINATA A IMPOVERIRSI

Stando a questo studio, nel 2061 circa un quarto della popolazione in età lavorativa non sarà italiano. E dunque sempre più l’economia italiana dovrà contare sulla presenza di stranieri per aspirare a crescere. Già ora il nostro Paese deve al fenomeno migratorio una fetta importante della sua crescita. Dai dati di Bankitalia emerge che in dieci anni l’economia generata dalla presenza straniera ha contribuito per un 2,3% del Prodotto interno lordo complessivo dell’Italia. Senza il loro apporto, stimano gli analisti di Palazzo Koch, la ricchezza del nostro Paese avrebbe subito una valore negativo pari a -4,4 per cento. E sempre a loro si deve il segno più davanti al Pil pro capite italiano. Tra il 2001 e il 2011, in assenza di fenomeni migratori, si sarebbe registrato un calo della ricchezza prodotta del 3%. Decisivo anche il contributo della presenza straniera nella fase più buia della recessione, senza di loro l’Italia avrebbe subito una flessione del Pil pro capite pari al 7,4% invece del 4,8.

Un effetto benefico che varrà anche in futuro. Secondo gli analisti di Bankitalia, se il fenomeno migratorio dovesse nei prossimi anni arrestarsi e l’Italia dovesse poggiarsi solo sui nativi «l’effetto meccanico delle dinamiche demografiche determinerebbe in 45 anni un calo del Pil del 24,4% rispetto ai livelli del 2016 e del 16,2% in termini pro capite (-0,4 medio annuo), a parità di altre condizioni».
Aspetti ovviamente che interessano anche la nostra regione. In altre parole, senza l’arrivo di stranieri la nostra sarebbe una nazione destinata rapidamente ad impoverirsi. Calabria compresa.

Fonte: Corriere della Calabria

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