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ECO-ECONOMIA: Il punto su la rivalutazione beni d’impresa

L’art. 110 del D.L. 104/2020 c.d. “decreto agosto” ha previsto un’interessante opportunità per le imprese – S.p.a., S.r.l., Coop. Ecc. – indicate nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, nonché per  quelle indicate nella legge 342/2000 – S.n.c., S.a.s., imprese individuali ecc., consistente nella possibilità di “rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019”.

Qualora l’impresa decida di procedere alla rivalutazione, la medesima “deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello di cui al comma 1, (quindi nel bilancio al 31.12.2020), può essere effettuata distintamente per ciascun bene e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa”.

Come previsto dal 3° comma, “il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura del 10 per cento, da versare con le modalità’ indicate al comma 6”.

Il successivo 4° comma prevede che “il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione può essere riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive a decorrere dall’esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura del 3 per cento per i beni ammortizzabili e non ammortizzabili”.

Nel 5° comma è prevista una clausola di salvaguardia, infatti, vi si legge che “nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione”.

La previsione contenuta nel 6° comma riguarda la modalità di versamento, vi si legge che “le imposte sostitutive di cui ai commi 3 e 4 sono versate in un massimo di tre rate di pari importo di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi. Gli importi da versare possono essere compensati ai sensi della sezione I del capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

Riepilogando schematicamente possiamo indicare i vantaggi.

La rivalutazione può avere:

– rilevanza solo civilistica e contabile;
– rilevanza fiscale dei maggiori valori iscritti  con versamento di un’imposta sostitutiva del 3%.
– versamento in un massimo di tre rate di pari importo, di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, in pratica entro il termine del saldo imposte per l’esercizio 2020, 2021 e 2022.

– il saldo attivo di rivalutazione costituisce  riserva in sospensione d’imposta per le imprese in contabilità ordinaria che optano per la rilevanza fiscale dei maggiori valori attribuiti ai beni.

La predetta riserva può essere affrancata versando un’ulteriore imposta sostitutiva del 10% con le stesse modalità indicate.

Riteniamo importante, senza addentrarci oltre nella norma, segnalare tale possibilità  per le imprese del nostro territorio, per le quali può  rappresentare una interessante opportunità per adeguare i valori di bilancio.

 

Dott. Domenico Pisano


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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