Home / Attualità / ECO-ECONOMIA – Fondo perduto: nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate

ECO-ECONOMIA – Fondo perduto: nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate

Una nuova circolare dell’Ente fornisce nuove interpretazioni in merito alle spettanze dei contributi previsti dal “Decreto Rilancio”

L’Agenzia delle Entrate il 21 luglio è intervenuta con una nuova circolare, la n. 22/E, fornendo alcune interpretazioni in merito alla spettanza ed alla modalità di determinazione del contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del D.L. 34/2020.

Dott. Domenico Pisano

Considerato che la norma non ha subito modifiche in sede di conversione, (L. 17 luglio 2020, n. 77 – in S.O. n. 25, relativo alla G.U. 18/07/2020, n. 180), e che diversi contribuenti hanno già trasmesso le domande sulla base della citata norma e della precedente circolare AdE n. 15/E, suscita perplessità quanto riportato in alcune risposte fornite dall’Agenzia nella predetta circolare.

In particolare si segnala la risposta data al punto:

2.1 Società in liquidazione volontaria

Quesito

Possono fruire del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto Rilancio le società in liquidazione (in presenza dei requisiti previsti dalla norma)?

Risposta

L’attività delle imprese in fase di liquidazione, anche volontaria, è generalmente finalizzata al realizzo degli asset aziendali, per il soddisfacimento dei debiti vantati dai creditori sociali e per il riparto dell’eventuale residuo attivo tra i soci. In linea di principio, quindi, in tutte le ipotesi in cui la fase di liquidazione sia stata già avviata, alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19 (al 31 gennaio 2020, Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020), non è consentito fruire del contributo qui in esame, in quanto l’attività ordinaria risulta interrotta in ragione di eventi diversi da quelli determinati dall’emergenza epidemiologica COVID-19. Diversamente, considerata la ratio legis della disposizione normativa che disciplina il contributo, sono inclusi nell’ambito applicativo della norma i soggetti la cui fase di liquidazione è stata avviata successivamente alla predetta data del 31 gennaio 2020.

L’interpretazione fornita dall’AdE non è assolutamente condivisibile non ravvisandosi nella norma alcuna preclusione per le società poste in liquidazione e sui motivi che l’hanno determinata, l’esclusione è prevista solo per i soggetti che hanno cessato la partita IVA … “Il contributo a fondo perduto di cui al comma 1 non  spetta,  in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data  di presentazione dell’istanza”.

Registriamo “un’apertura” per quanto riguarda le imprese in difficoltà alla data del 31.12.2019, infatti, prosegue la risposta  “secondo quanto chiarito con la comunicazione del 29 giugno 2020 della Commissione europea … gli aiuti possono essere concessi alle microimprese o alle piccole imprese (ai sensi dell’allegato I del regolamento generale di esenzione per categoria)1 che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 in base alle definizione di cui all’articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio (che non abbiano rimborsato) o aiuti per la ristrutturazione (e siano ancora oggetto di un piano di ristrutturazione)”.

Nessuna apertura, purtroppo, per i contribuenti con fatturato pari a zero aprile 2019 e zero aprile 2020, ipotesi molto frequente per  gli stagionali.

2.7 Imprese che presentano un fatturato pari a zero sia in aprile 2019 che in aprile 2020.

Quesito

Possono rientrare tra i fruitori del contributo qui in esame i soggetti, diversi da quelli costituiti dopo il 31 dicembre 2018, per i quali l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e del mese di aprile 2019 risulti pari a zero? Si pensi, ad esempio, agli esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di cui al TUIR cd. stagionali.

Risposta

Come precisato nella circolare n. 15/E del 2020, secondo quanto disposto ai commi 2 e 3 per fruire del contributo qui in esame (per i soggetti di cui al comma 1) è necessario che: 1. nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto (1 gennaio 2019 – 31 dicembre 2019 per i soggetti il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare), l’ammontare dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica, di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, o i compensi derivanti dall’esercizio di arti o professioni, di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo TUIR, non devono essere superiori a 5 milioni di euro (di seguito, “soglia massima ricavi o compensi”); e che

  1. l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (di seguito, “riduzione del fatturato”). Nelle ipotesi in cui il fatturato risulti pari a zero sia in aprile 2019 che in aprile 2020, anche in quanto si sia in presenza di attività a carattere stagionale, non si può considerare soddisfatto il requisito del calo del fatturato. Pertanto, tali soggetti non sono inclusi tra coloro che possono fruire del contributo qui in esame. Resta ferma, ai sensi del comma 4, anche per tali soggetti l’inclusione nell’ambito soggettivo del contributo qualora abbiano iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.

Il testo integrale della circolare è reperibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it

Dott. Domenico Pisano


Commenta

commenti