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ECO-ECONOMIA – Decreto rilancio, tutte le misure di sostegno previste per hotel e terme

Tramite le direttive di legge questi due settori si prospetta l’occasione di poter incrementare gli attivi patrimoniali 

La norma contenuta nell’articolo 6-bis del D.L. 23/20 conv. in L. n. 40/2020 prevede un’interessante misura a sostegno alle imprese termali ed alberghiere, per come recita il primo comma: “Al fine di sostenere i settori alberghiero e termale, i soggetti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, operanti nei settori alberghiero e termale che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio possono, anche in deroga all’articolo 2426 del codice civile e ad ogni altra disposizione di legge vigente in materia, rivalutare i beni di impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019”, si può evincere la possibilità concessa alle imprese indicate (hotel e terme) di poter derogare alla valutazione, ex art. 2426 C.C e ad ogni altra disposizione di legge, e rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni.

Dott. Domenico Pisano

Per tali imprese può essere l’occasione di poter incrementare gli attivi patrimoniali gratuitamente, per la previsione di cui al terzo comma: “Sui maggiori valori dei beni e delle partecipazioni iscritti in bilancio di cui al comma 2 non è dovuta alcuna imposta sostitutiva o altra imposta. Il maggior valore attribuito ai beni e alle partecipazioni si considera riconosciuto, ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive, a decorrere dall’esercizio nel cui bilancio la rivalutazione è eseguita”.

La rivalutazione deve essere eseguita in uno o in entrambi i bilanci o rendiconti relativi ai due esercizi successivi a quello di cui al comma 1, quindi in uno o in entrambi i bilanci o rendiconti relativi ai due esercizi successivi a quello in corso al 31 dicembre 2019, e deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

Riepilogando, possono essere rivalutati:
Le immobilizzazioni materiali ammortizzabili e non ammortizzabili;
Le immobilizzazioni immateriali (es. i marchi);
Le partecipazioni costituenti immobilizzazioni finanziarie in società controllate e collegate ai sensi dell’articolo 2359 del Codice civile.

Non possono costituire oggetto di rivalutazione il magazzino, l’avviamento, i costi pluriennali, i titoli e le partecipazioni iscritti nell’attivo circolante.
Contabilmente la rivalutazione gratuita costituirà una riserva in sospensione di imposta nel patrimonio netto.
Senza addentrarci oltre nella norma, riteniamo importante segnalarla per le imprese del settore turistico-alberghiero del nostro territorio, per le quali può rappresentare un’opportunità per adeguare i valori di bilancio.

Dott. Domenico Pisano


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