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ECO-ECONOMIA: Cumulabili il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali e investimenti nel Mezzogiorno

credito d'impostaSegnaliamo, questa settimana, la risposta ad un interpello da parte dell’Agenzia delle Entrate, la n. 360 del 16 settembre 2020, avente ad oggetto la cumulabilità  tra il credito d’imposta di cui alla L. 208/2015, credito d’imposta per il Mezzogiorno,  e il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali di cui all’articolo 1, commi da 185 a 197 della legge n. 160 del 27 dicembre 2019 (legge di bilancio 2020).

La società istante dovendo effettuare l’acquisto di una  “macchina”, avente le caratteristiche per la fruizione dei crediti d’imposta indicati, formulava quesito all’AdE in merito alla possibile cumulabilità dei benefici (crediti d’imposta) previsti dalle leggi in parola.

L’Agenzia delle Entrate rilasciava  il seguente parere:

In via preliminare, si evidenzia che non costituisce oggetto del presente interpello la verifica del possesso dei requisiti per beneficiare dei crediti di imposta in argomento. L’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e successive modifiche e integrazioni, ha introdotto un credito di imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2020, effettuano l’acquisizione, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi, vale a dire macchinari, impianti e attrezzature varie, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. In particolare, il comma 102, nella versione vigente, prevede che Il credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento. Ai sensi dell’articolo 1, comma 185, della legge 27 dicembre 2019 , n. 160 (legge di Bilancio 2020), alle imprese che a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato è riconosciuto un credito d’imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dai commi 188, 189 e 190 in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili>>. Il successivo comma 192 prevede testualmente che Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto. Come detto, la disciplina del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno prevede la cumulabilità, a determinate condizioni, di tale beneficio con altri gli aiuti di Stato, non escludendo espressamente la possibilità di cumulo con  misure di carattere generale. Alla luce di quanto sopra, in relazione alla cumulabilità del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno e del credito di imposta per investimenti in beni strumentali introdotto dalla legge di Bilancio 2020, si ritiene che, in relazione ai medesimi investimenti, sia possibile cumulare i due benefici, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento. Si evidenzia, infine, che, in relazione alla cumulabilità del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno, seppur nella formulazione vigente fino al 28 febbraio 2017, la scrivente, con la circolare n. 34/E del 3 agosto 2016, aveva già precisato che lo stesso è cumulabile con la maggiorazione del 40 per cento del costo di acquisizione degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, prevista dall’articolo 1, commi da 91 a 94, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (cd. super-ammortamento). Misura, quest’ultima, analoga al credito di imposta per investimenti in beni strumentali previsto dalla legge di Bilancio 2020”.

L’AdE con la risposta indicata chiarisce inequivocabilmente che i due benefici sono cumulabili per cui le imprese che hanno effettuato investimenti o che intendano effettuarli, ovviamente rientranti nella possibilità di fruizione dei crediti d’imposta indicati, possono cumulare i benefici in discorso “a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento”.

Dott. Domenico Pisano


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