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Doppia preferenza di genere, oggi a Rossano, Auditorium Amarelli,la consigliera regionale di parità Tonia STUMPO

DOPPIA PREFERENZA DI GENERE Il Consiglio Regionale della Calabria deve dotarsi della legge sulla doppia preferenza di genere, colmando un vuoto normativo, dando ascolto alle calabresi ed ai calabresi e risanando quella che è oggi una iniquità istituzionale. Quello che si sta invocando è un approdo di civiltà ed un riequilibrio dell’attuale asimmetria di credibilità. – I numeri (1840 rappresentanti femminili nei consigli comunali della Calabria pari al 40%) confermano che le donne calabresi hanno ormai acquisito consapevolezza e maturità nella gestione delle cariche politiche elettive ed istituzionali.

 Interprete di queste consapevolezze e portatore di queste legittime aspirazioni, farà tappa anche a CORIGLIANO ROSSANO lo speciale viaggio in Calabria avviato questa estate dalla consigliera regionale di parità Tonia STUMPO per promuovere l’approvazione da parte del Consiglio Regionale, alla sua prima prossima seduta, della legge sulla doppia preferenze di genere.

La quinta tappa itinerante (dopo GIOVEDÌ 20 a RICADI) di confronto e sensibilizzazione sulla questione sarà ospitata OGGI VENERDÌ 21 SETTEMBRE alle ORE 18 all’Auditorium AMARELLI nel territorio di ROSSANO. – Coordinate da Lenin MONTESANTO, interverranno la stessa consigliera regionale di parità Tonia STUMPO promotrice dell’iniziativa e che nella giornata di lunedì 17 ha raccolto sul punto anche la sensibilità del Presidente OLIVERIO, il Cavaliere del Lavoro Pina AMARELLI e Rosellina MADEO già presidente del Consiglio Comunale dell’originario Comune di ROSSANO. – All’evento, patrocinato dal Comune di CORIGLIANO ROSSANO e dall’ufficio regionale della Consigliera di Parità, parteciperanno anche le già consigliere degli originari comuni di CORIGLIANO e di ROSSANO.

 Nessuna donna  – ha avuto modo di ribadire in queste settimane la STUMPO nel suo tour nei comuni calabresi – è in Calabria alla guida delle grandi città quelle oltre i 15 mila abitanti, con effetti negativi nella composizione di genere, anche, nell’organo di secondo grado, quali sono le province. Le resistenze che si registrano sono traversali a tutti i partiti politici. Le discriminazioni sono diventate ancora più striscianti. Garantire il diritto alla parità di accesso alle cariche elettive (cosa diversa dalla uguaglianza di genere) significa portare al pieno compimento principi e obiettivi dei padri e delle madri costituenti. È una battaglia per certi versi triste e frustrante ma essa rappresenta un atto dovuto di cui tutti devono farsi carico culturale. E dopo 50 anni di regionalismo – ha avuto modo di ribadire la consigliera regionale di parità – non suscita più alcuno scandalo parlare anche di una donna alla guida della Regione! –


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