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Domenico Mingrone: Lettera aperta al sindaco di Calopezzati

Domenico mingroneEgregio signor Sindaco,
Domenico Mingrone: Rivolgo a lei l’ultimo appello relativo al dissesto in cui versano le strade delle nostre campagne. Oggetto di indifferenza e disaffezione da parte della sua amministrazione. Potrà però sentirsi consolato, in quanto, non di più hanno fatto quelle precedenti alla sua.

Indirizzo a lei questa lettera in quanto è ormai venuta meno ogni fiducia nei confronti di ogni riferimento collettivo. Il quale dovrebbe a mio avviso raccogliere a tempo debito le istanze della popolazione, per mezzo della quale siete stati indicati come persone di merito e di fiducia.

Da molto tempo la popolazione delle nostre campagne ha subito passivamente l’apatia e l’insensibilità di chi. Pur avendo gli strumenti per restituire il decoro alle nostre campagne, preferisce invece trascurarle a scapito della nostra storia lontana e recente.

Poter viaggiare nelle nostre strade, con maggiore sicurezza è un servizio che lei, signor Signor Sindaco. deve assolutamente garantirci, donandoci una viabilità, non dico dotata degli ultimi ritrovati dalla moderna tecnologia.

DOMENICO MINGRONE LETTERA APERTA AL SINDACO

Ma almeno che sia riportata a qualche decennio fa, ai tempi in cui altre amministrazioni più illuminate della sua. Avevano recepito integralmente il messaggio dei cittadini.
Tutta la viabilità di campagna ha bisogno di interventi urgenti.

Non c’è dubbio!! Io però ne conosco molto bene solo una parte, e cioè: quella che mi porta alla vigna di mio suocero. Qualche esempio. A partire dalla svolta a destra verso l’azienda di VERSACE, seguendo per l’Agriturismo di ROBERTO ARCI.

Svoltando ancora a sinistra verso la nostra proprietà e quella di VINCENZO CAPRISTO, è insopportabile: da denuncia. Le coppe dell’odio delle nostre automobili si rompono con molta facilità.
Signor Sindaco.

Il nostro oliveto in vendita da oltre un anno non trova acquirenti a causa della mancata percorribilità nel raggiungerlo, anche con mezzi pesanti. Abbiamo avuto molti visitatori e tutti (sfiduciati), hanno  preferito lasciare l’automobile e farsi a piedi l’ultimo tratto, quello terribile.

Con Stima, sempre e comunque.
Mimmo Mingrone

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