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Domenico Bevacqua si schiera con Pugliese: sulla 106 non si scherza

Il consigliere regionale del Partito Democratico dimostra vicinanza al presidente di Basta Vittime Sulla Strada Statale 106, Fabio Pugliese

ospedale della sibaritide

«Condivido pienamente i toni e il merito della comunicazione formale diretta al Ministro Toninelli da parte dell’Ing. Fabio Pugliese, Presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”: il ministero sta posticipando senza alcuna ragione il progetto esecutivo del Megalotto 3 della S.S.106 “Jonica” tra Roseto Capo Spulico e Sibari».

Il consigliere regionale Bevacqua, presidente della Commissione Ambiente e Territorio, interviene nella polemica aperta sui ritardi dei lavori relativi alla strada ionica e così prosegue: «Le bozze del decreto cosiddetto sblocca cantieri e le ricostruzioni di stampa confermano che il cronoprogramma dei lavori per la 106 subirà un ulteriore slittamento. Mi preoccupa quanto dichiara il presidente Pugliese, quando afferma che l’on. Morra e i parlamentari M5S eletti nell’area ionica sono da sempre contrari alla realizzazione dell’opera e che hanno esercitato pressioni affinché egli non fosse invitato all’incontro tenuto dal ministro Toninelli lo scorso febbraio a Corigliano Rossano.  Anche per il ruolo che rivesto – continua il consigliere regionale in forza al PD – ho seguito attentamente tutti i passaggi istituzionali che hanno interessato il progetto negli ultimi tre anni e salutai con estrema soddisfazione la pubblicazione della Delibera CIPE del luglio 2017, frutto anche della testardaggine del presidente Oliverio e dei sindaci interessati, che approvava il progetto definitivo dei lavori relativi al lotto funzionale: un miliardo di euro per finanziare la più grande opera infrastrutturale prevista nel decennio per il Mezzogiorno. La decisione inaugurava una fase nuova, di svolta, chiudendo finalmente una storia infinita di ritardi, tentennamenti, lungaggini e lentezze. Oggi, pare di tornare a rivedere il passo del gambero».

«Sono fra i sottoscrittori della petizione “Basta vittime sulla 106” – conclude Bevacqua – perché si tratta di una battaglia giusta e sacrosanta: non si può ricominciare daccapo. Qui non ci sono analisi costi-benefici che tengano. Qui ci sono 700 morti in vent’anni, un bollettino di guerra che una nazione civile non può accettare. Qui c’è la necessità di assicurare il diritto alla sicurezza e alla mobilità a centinaia di migliaia di cittadini. L’opera è stata completamente finanziata, continuare a tentennare è un delitto».

 

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