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Domenico Bevacqua: “Sarò il consigliere che ho promesso di essere”

domenico-bevacqua-csLa decisione del governo di impugnare alcune leggi approvate dal consiglio regionale uscente, nell’occasione delle sue ultime sedute, conferma la fondatezza dei miei dubbi espressi durante la campagna elettorale appena conclusa.
In più occasioni, anche pubbliche, ho sostenuto con convinzione che le leggi approvate rappresentavano soluzioni clientelari, oltremodo lesive per l’intero sistema ordinamentale regionale, ove si è previsto, attraverso una maldestra modifica della legge sull’accreditamento, ingressi “liberi” (forse anche troppo) nelle compagini sociali delle strutture sanitarie private autorizzate e accreditate, che vivono di danaro pubblico.
Ho sostenuto ancora come non vi fossero, all’atto dell’approvazione, ragioni che potessero giustificare l’urgenza di dover ricorrere all’adozione in extremis di tali provvedimenti, peraltro bipartisan, atteso che i temi in disamina avrebbero richiesto un approfondimento differente. Un compito questo, che ad onor del vero, una sana politica avrebbe dovuto lasciare alla gestione del nuovo consiglio regionale.
La decisione del Governo conferma la bontà delle mie osservazione, ma soprattutto suggerisce di agire con la necessaria cautela e con grande senso di responsabilità allorquando necessitino decisioni sulla “salute dei cittadini”, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza ed economicità.
Spetta, quindi, al presidente Oliverio e al neo consiglio  regionale l’arduo compito di riconsegnare la gestione della sanità al territorio nel quale non mancano le professionalità capaci di farla funzionare, così come dovrebbe. Da sempre si è data una immeritata preferenza a professionalità estranee al territorio calabrese che nulla hanno lasciato di buono.
Questa volta non si può fallire.
A distanza di 4 lunghi anni di commissariamento, per lo più diretto da Scopelliti, ci viene consegnato un sistema sanitario al collasso, decimato nelle strutture periferiche, carente di organico in qualsiasi livello, con una mole di precari medici e non che reclamano da più parti giustizia, per essere stati ricondotti ad uno stato di precariato dopo essere stati regolarizzati.
Questo è lo scenario del Servizio sanitario pubblico.
Il privato, invece, sembra annaspare da tutte le parti e ci si accorge alla conta che le (poche) strutture sopravvissute rischiano il collasso.
Serve, insomma, un cambio di rotta. Un imperativo categorico che ci conduca ad avere una programmazione sanitaria pronta già nei primi 100 giorni di governo, da realizzare con una squadra forte, dotata di professionalità di altro rilievo che sino ad oggi nella nostra regione non ha mai trovato il doveroso spazio. Rompere il muro della mediocrità per tentare quel salto di qualità che non si riesce a realizzare attraverso il coinvolgimento di tutte le intelligenze che possono e devono dare il loro operoso contributo.
Il rinnovamento deve essere realizzato in ogni punto nevralgico della macchina regionale. Formare, quindi, una squadra politica e amministrativa, dotata delle necessarie competenze con il chiaro obiettivo di mettere nella giusta direzione la Calabria che da troppi anni è alla deriva, e con essa lo sono stati anche i calabresi.
Tre le priorità che porrò alla attenzione del governo regionale:
– Sblocco del turnover in sanità, ove necessario;
– Stabilizzazione del comparto dei precari nella sanità;
– Programmazione triennale sanitaria e sociale regionale.
Ho scritto e sostenuto durante la campagna elettorale che “avrei voluto poter essere in prima linea e rendermi fautore di un cambiamento vero”. Questo è quello che farò per i cittadini della mia regione.
Grazie ai tanti che mi hanno sostenuto. Sarò il consigliere regionale che ho promesso di essere, consapevole dei i miei limiti ma forte della mia voglia di fare per la mia terra.

Domenico Bevacqua

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