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Dodici siti, un messaggio e tanta rabbia

Fusione Rossano CoriglianoPer fortuna la cultura sopperisce alla politica, ci verrebbe da dire.
E spieghiamo subito il perché. In apertura in prima pagina ed in quelle centrali del nostro giornale, abbiamo voluto incastonare dodici marcatori identitari, dodici simboli delle città di Corigliano e Rossano che, di fatto, uniscono più di ogni altra cosa, attraverso il filo della cultura.
Dodici fra luoghi, monumenti, beni architettonici legati fra di loro, e non solo perché si trovano ad un tiro di schioppo l’uno dall’altro. Insieme, senza alcuna distinzione di sorta, rappresentano il vessillo di quello che sarà il comune unico dopo la fusione fra Rossano e Corigliano. La cultura unisce, insomma, ciò che la politica divide ed ostacola. E se da una parte, fra gli scranni delle assisi comunali o nei municipi, si gioca al gatto col topo come a voler dimostrare chi è il più forte oppure da quale parte stia il maggiore potere contrattuale in un estenuante braccio di ferro, dall’altra il Codex ed il Castello se ne fregano.
Loro sono lì, in bella mostra, in attesa che qualcuno li lustri, ci punti su un bel riflettore e li illumini a festa come si fa quando si vuole attirare l’attenzione; come lustrini e paillettes oppure uno smoking indossati durante una serata di gala.
Quel vessillo, quel “gonfalone” del comune unico è presto cucito: il Castello ducale, il Ponte Canale, il borgo marinaro di Schiavonea, il Quadrato Compagna, il Castello San Mauro e Valle del Pendino che si intrecciano con il Codex Purpureus Rossanensis, la Cattedrale Santissima Achiropita, la Basilica di San Marco, Santa Maria del Patire, la Panaghia e Torre Sant’Angelo.
Una commistione fra storia, cultura, tradizioni, popoli diversi, è vero. Ma certamente univoca, con una sola definizione: immenso patrimonio artistico.
Con un ricchezza di questa caratura e così esclusiva messa in rete, molti posti al mondo farebbero fortuna, mentre qui abbiamo il barbaro coraggio di scannarci per l’ubicazione di un ufficio della città nuova. Roba da politicanti mentre Castello e Codex se la ridono a crepapelle.

l. l.

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