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“Divide et impera”: regionali, perde l’area urbana

Fusione Rossano CoriglianoQuando ce ne accorgeremo, probabilmente, sarà troppo tardi. La Sibaritide e Corigliano hanno perso l’ennesima buona occasione. Il centro della provincia di Cosenza popolosamente più importante, dopo il capoluogo, non avrà alcun rappresentante fra gli scranni del Consiglio regionale e questo, di per sé, è già un dato “grave”.
Con i suoi quasi 38 mila aventi diritto, Corigliano avrebbe potuto gonfiare il petto ed imporsi, magari a braccetto con i vicini di casa rossanesi, ed invece ha preferito starsene a casa: poco più di tre coriglianesi su dieci, infatti, si sono recati alle urne. Probabilmente perché ormai dissacrano la politica dopo pagine e pagine di storia nefasta.
In un quadro complessivo di questo genere è il Pd a spuntarla come primo partito (18,99%) in città, trainato da Guccione (584 voti), Zagarese (525), Aieta (349) e Bevacqua (265) seguito a ruota dalla lista civica Oliverio presidente rimpinguata da Malavolta (513), A. Graziano (391), Mirabelli (327) e D’Acri (309).
Il terzo gradino di questo particolare podio spetta ad una formazione di centrodestra, Forza Italia che grazie al “dimiano” Orsomarso (472), a Chiappetta (418), Mancini (408) e Morrone (400), ottiene il 17,74% dei consensi.
Segue La Sinistra (9,10%), la lista di Sel, che si poggia su Broccolo (917), quindi i centristi dell’Udc (8,30%) che a Corigliano fanno registrare uno dei risultati più importanti della regione, segno che in città, l’Unione di centro, in controtendenza rispetto al calo significativo ottenuto ovunque, tiene ancora. E ciò grazie ai colonnelli locali del partito che hanno accompagnato Trematerra (480) e Pellegrino (285).
L’altra costola della coalizione Alternativa popolare, il Nuovo Centrodestra, ha contributo a superare lo sbarramento con quasi il 4%, frutto dell’impegno di Pino Gentile (266).
Fra gli indipendenti, è del Movimento Cinque Stelle (5,47%) il flop maggiore se si considera che alle elezioni europee del maggio scorso rappresentava il secondo partito in città con oltre il 27%.
A proposito di raffronti, sempre rispetto alle elezioni di maggio, nelle quali i votanti sono stati ancora meno (30%), Fi guadagna circa un punto percentuale, il Pd passa dal 32% al 19%. Perde dieci punti anche l’Ncd e poco meno di un punto Fratelli d’Italia che ottiene l’1,13% rispetto al 2,5% di sei mesi fa, grazie al solo contributo di Rapani (69). Ci guadagnano ovviamente le liste civiche che non erano presenti. Ma ci guadagnano soprattutto i candidati esterni a questo territorio.

Divide et impera. Bisognerebbe partire dalla locuzione latina (“dividi e conquista”) attribuita a Filippo II di Macedonia ed adottata dai romani, per comprendere l’esito del voto in città. Il dato elettorale suggerisce chiaramente che circa la metà dei consensi, sono stati tributati a candidati “esterni”, seppur la città potesse contare su ben sette “concorrenti”. Probabilmente troppi per un bacino d’utenza, questa volta striminzito con appena il 46% dei votanti rispetto agli oltre 30 mila aventi diritto.
Ancora una volta, insomma, da queste parti l’unione non fa la forza, se consideriamo che l’intera Piana di Sibari, da Cariati a Rocca Imperiale, può vantare la sola presenza del rossanese Giuseppe Graziano (1307 voti) in consiglio regionale, eletto nella lista “Casa delle Libertà” di sostegno a Wanda Ferro. Fra le fila del partito che guiderà la maggioranza in Consiglio regionale, Giovanni Zagarese ottiene 976 preferenze: il Partito democratico rimane prima compagine politica in città con il 19,24% (trainato anche da Guccione (463), Bevacqua (428) e Franchino (234), oltre a Zagarese), pur perdendo molto rispetto alle europee di sei mesi fa quando aveva ottenuto il 32%. Se si esclude la lista civica “Oliverio Presidente”, come secondo partito a Rossano si assesta Fratelli d’Italia, grazie al grande lavoro messo in cantiere da Ernesto Rapani (1321), il più votato. Il partito della Meloni, da maggio ad oggi, riesce a raddoppiare le preferenze.
In caduta libera i grillini che passano dal 27,70% delle europee al 5,32% delle regionali, ma soprattutto Forza Italia, se si considerano la storia del centrodestra in città e gli uomini schierati in campo.
Con il 7,44% i berlusconiani locali perdono 9 punti percentuali dalle ultime consultazioni, il che dovrebbe far riflettere.
A proposito della lista “Oliverio Presidente” (17,38%), buona l’affermazione in città del consigliere comunale ed ex assessore provinciale, Antonello Graziano (1254), così come quella del “collega” consigliere Ermanno Marino (570) nella lista di Sel.
Galdino Accroglianò (481), rossanese trapiantato a Roma, inoltre, contribuisce ad alimentare il 5,54% dell’Udc. L’altra compagine di “Alternativa popolare”, il Nuovo Centrodestra ottiene oltre il 2% spinto dell’onorevole Pino Gentile (254). Non ultimo nell’apprezzamento dell’elettorato, il dato ottenuto da Francesco Beraldi (357), neofita della politica, nella lista “Centro democratico”.
Dati e statistiche, comunque, che certamente non rendono assolutamente merito alle potenzialità dell’area urbana.

l. l.

 

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