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Dissesto, il consigliere Bevacqua scrive una lettera al responsabile nazionale del Pd

mimmo-bevacqua-vicepres-prov-cosenzaLettera del consigliere regionale Domenico Bevacqua indirizzata al responsabile nazionale del PD, on. Chiara Braga, e per conoscenza al Presidente della giunta Regionale, on. Mario Oliverio:

Carissima Chiara scrivo a te, non solo in quanto responsabile nazionale del partito per i temi ambientali, ma anche e soprattutto perchè amica peraltro spesso presente in tante iniziative nella nostra regione. Durante la mia campagna elettorale per le elezioni regionali spesso mi ero soffermato, anche davanti alla tua presenza, sul tema del dissesto idrogeologico e sugli interventi di rimboschimento e bonifica di cui necessitano i territori della mia regione , oltreché sulla disastrosa piaga degli incendi.
Da silano autentico e da “montanaro” vero, che anno dopo anno vede le sue montagne devastate dalla fiamme, è da tempo che mi batto per una “diversa” lotta agli incendi e contro l’avida “industria del fuoco”. Nell’agosto del 2013, assistendo impotente alla violenta distruzione di ettari di bosco, ho ritenuto opportuno rivolgermi al Presidente Letta e al Ministro Orlando. Ed è proprio il 22 agosto 2013 che viene pubblicata su “L’Espresso” una bella inchiesta, curata dal giornalista Fabrizio Gatti; parole che rendono evidente ogni cosa e chiariscono definitivamente i misteriosi affari “dell’industria del fuoco”. Solo per riprendere qualche dato del “grande affare”: 200 milioni all’anno di risorse, in qualche modo sprecate; circa 10 mila euro per ogni ora di volo di un canadair; 40 milioni per l’acquisto di un solo mezzo aereo; altri milioni per il liquido estinguente e ritardante. Spesso ho personalmente assistito, per giorni, all’utilizzo forsennato di più Canadair ed elicotteri.
Ovviamente, non sono “in assoluto” contrario all’utilizzo degli aerei, né ritengo più opportuno abbandonare i boschi alle fiamme. Ogni incendio è una vera sciagura ambientale e sociale. Le fiamme distruggono senza distinzione patrimoni ecologici, ambientali, naturalistici e sociali. Tuttavia, penso che ci sia un enorme spreco di risorse e soprattutto un cattivo utilizzo dei fondi pubblici. Come dicono coloro che nella montagna e per la montagna vivono, gli incendi si combattono a terra, con la prevenzione, la cura ed, io direi anche, con l’ amore per la montagna. Gli incendi si combattono anche con la piantumazione di specie vegetali a ridotta infiammabilità; gli incendi si combattono anche con operazioni di pulizia e manutenzione, ordinaria e straordinaria. Sono necessari sfollamenti, diradamenti, spalcature, prelievi nei soprassuoli maturi e soprattutto arie frangivento e viali parafuoco. Tutti interventi di forestazione previsti dalla L.R. 20/92, ma che certamente non possono più essere effettuati dai pochi operai idraulico forestali rimasti, la famosa “riserva indiana”, come qualcuno ha voluto definirli e comunque negli anni veramente encomiabili per l’impegno dimostrato.
È il momento di osare; è il momento di dire che per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi c’è bisogno di giovani e cooperative, adeguatamente preparate e attrezzate, di tanti giovani che possano essere utilizzati, per un periodo determinato, magari 6 mesi all’anno, soprattutto per la pulizia e manutenzione del bosco e del sottobosco. Le risorse ci sono, solo se si avesse la bontà di programmare efficacemente i fondi comunitari, unitamente alle risorse nazionali e regionali. Da neo consigliere regionale cercherò di avviare una discussione vera e culturalmente innovativa su tali tematiche e sugli errori commessi dalla classe dirigente calabrese negli anni trascorsi. Si è, infatti, passati, nel tempo, da uno strumento di programmazione serio e produttivo finalizzato alla manutenzione, rimboschimento e consolidamento del territorio ad una mera valvola occupazionale che ha reso il settore ingovernabile e senza progettualità, determinando l’assunzione non solo di un numero spropositato, fino agli 90, di addetti, ma anche un loro utilizzo in mansioni non proprio corrispondenti alla loro funzione. So di trovare su questi temi l ‘attenzione e la sensibilità del Presidente Mario Oliverio,” montanaro” come me e profondo conoscitore del settore per i suoi trascorsi e le responsabilità avute, ai vari livelli istituzionali, negli anni passati. Sono certo, infatti, che da una seria riflessione, tra il livello locale e nazionale, troveremo quella sinergia e collaborazione necessarie per ridare voce al territorio e dignitá e rispetto alla politica. Occorre mettere da parte i tanti pregiudizi esistenti verso la Calabria da parte della politica nazionale e presenti anche all’interno del nostro partito. Noi calabresi, attraverso le nostre scelte e decisioni dimostreremo, invece, che è arrivato il momento del coraggio che passa, anche, attraverso la difesa di settori chiari come quello della forestazione per evitare disastri naturali e ambientali, come le tante alluvioni e frane testimoniano in ogni parte del paese. Probabilmente un sollievo non solo per la natura, ma anche per gli uomini potrebbe derivare proprio da un diverso e più efficiente utilizzo dei 200 milioni che ogni anno vengono “sprecati” per la lotta agli incendi. A partire da queste considerazioni penso, che sia arrivato il momento, di aprire un confronto serio e serrato con il governo nazionale. D’altronde se è vera e sincera l’affermazione del Presidente del Consiglio che considera la Calabria “la madre di tutte le battaglie” non ci resta che mettere in campo progetti ed idee forti e praticabili, al fine di rendere credibile la politica e il suo gruppo dirigente e far diventare nello stesso tempo il tema del mezzogiorno centrale nell’agenda politica nazionale

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