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Dispersione scolastica, “argento” per la Calabria

dispersione scolasticaÈ la Calabria tra le regioni con una maggiore dispersione scolastica in Italia. Entrando nello specifico del rapporto stilato dall’ufficio statistica e studi del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, emerge che la dispersione scolastica in Calabria raggiunge l’1% dei ragazzi. Un dato  che appaia la nostra regione alla Campania e al Lazio al secondo gradino della classifica nazionale dell’abbandono scolastico subito dopo la Sicilia (1,3%). Ma distante da quanto registrato nell’Nord-est del Paese dove questo dato si ferma all’0,6% o in Emilia Romagna e nelle Marche che con lo 0,5% ottengono la percentuale più bassa italiana.

E anche con l’indicatore preso ad indice per verificare il fenomeno – Elet (­Early leaving from education and training) – registra che i ragazzi tra i 18 e i 24 anni con al più il titolo di scuola secondaria di I grado o una qualifica di durata non superiore ai 2 anni e non più in formazione nella regione è decisamente molto al di sotto della media nazionale. Un indicatore che per il 2016 mostra anche un miglioramento attestandosi, per l’anno 2016, al 13,8%. Nel 2006 era al 20,8%.
«Il fenomeno è in calo – si legge nel comunicato del Miur – ma resta il divario fra Nord e Sud. Sia nella scuola secondaria di I che di II grado. I maschi sono più coinvolti delle femmine, così come percentuali più alte si registrano fra studentesse e studenti di cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia».

FEDELI: «PRESTO LE LINEE GUIDA PER CONTRASTARE LA DISPERSIONE SCOLASTICA» 

«La dispersione scolastica – sottolinea la ministra Valeria Fedeli – è un fenomeno che va contrastato con forza. Perché dove la dispersione è alta vuol dire che non sono garantite a sufficienza pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi. Nel nostro Paese, come evidenziano anche i dati raccolti dal Ministero, il fenomeno è in calo. C’è stato un miglioramento negli ultimi anni. Ma restano forti divari sociali e territoriali. Rispetto ai quali serve un’azione importante che parta dal Miur, ma che coinvolga anche tutti gli altri attori in campo: le famiglie, il terzo settore, i centri sportivi, l’associazionismo, le istituzioni del territorio». «Per mettere insieme questa rete e per far emergere le buone pratiche che già esistono e che possono essere prese a modello – spiega Fedeli – abbiamo voluto un apposito gruppo di lavoro.

Una cabina di regia guidata da Marco Rossi Doria che ha una lunga esperienza in materia; anche come ex Sottosegretario all’Istruzione. Il gruppo in questi mesi ha lavorato anche sulla base dei dati che oggi rendiamo pubblici. Ed entro dicembre consegnerà al Paese delle linee guida per il contrasto e la prevenzione della dispersione. Un piano d’azione – conclude il ministro – che avrà come punto di riferimento l’articolo 3 della nostra Costituzione, che in questi mesi abbiamo sempre messo al centro del nostro lavoro, nella convinzione che garantire pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi sia il compito principale del sistema di istruzione».

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