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Discarica di Scala Coeli, il Tar Calabria annulla il decreto di autorizzazione all’ampliamento

Esultano gli ambientalisti: «Si accende una luce speranza per il territorio del basso Jonio cosentino»

discarica di scala coeli

La discarica di Pipino, nel comune di Scala Coeli, non sarà ampliata. Almeno per il momento. Il Tribunale Amministrativo della Calabria, infatti, ha annullato il decreto autorizzativo della discarica dei rifiuti speciali e non pericolosi, facendo emergere il cosiddetto “pericolo del ritardo” e quindi al pericolo che i lavori di ampliamento del sito potrebbero implicare sull’area demaniale circostante (ricordiamo che la discarica nasce quasi a ridosso di un torrente). A darne notizia è il circolo di Legambiente Nicà di Scala Coeli che in una nota esprime tutta la sua felicità per un primo importante risultato raggiunto.

«In questo particolare e delicato momento di emergenza per l’epidemia da coronavirus – si legge nella nota di Legambiente – che ha colpito la nostra nazione ed anche la nostra regione, si accende una  luce di speranza sul nostro territorio. Con decreto pubblicato oggi 26/3/2020 – ricordano dall’associazione del cigno verde – il tribunale amministrativo regionale per la Calabria sul ricorso proposto dall’agenzia del Demanio Regione Calabria, dispone l’annullamento del decreto autorizzativo della discarica di rifiuti speciali non pericolosi di località Pipino nel comune di Scala Coeli, con istanza di sospensione, considerato che sussiste anzitutto il periculum in mora posto che la realizzazione del progetto da parte del controinteressato potrebbe implicare modifiche alle consistenze dei beni oggi certamente demaniali. Il tribunale accoglie istanza cautelare è fissa la trattazione collegiale cautelare la camera del consiglio in data 8 aprile 2020. La vicenda – precisano ancora da Legambiente – della discarica di Scala Coeli in località Case Pipino è ormai nota sono state presentate istanze delle quali si attende l’esito.Questa notizia ci fa ben sperare, il circolo Legambiente Nica la Legambiente in tutte le sue articolazioni ed il  territorio tutto che negli anni si è battuto per questa che è una battaglia di civiltà non si arrende. La  speranza – concludono – che la valle del Nicà ritorni ad essere quella che era un tempo non ci abbandona,  continueremo a difenderla».


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