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Diritto allo studio, Guglielmelli (PD) spera in una nuova legge regionale

L’ex segretario provinciale democrat difende l’operato di Oliverio ma oggi rilancia: «Serve attualizzare la normativa»

Diritto allo studio, si può fare di più. Molto di più. E a dirlo è Luigi Guglielmelli, uomo vicinissimo politicamente al presidente Oliverio ed ex segretario provinciale Cosenza del Partito Democratico (defenestrato da Zingaretti proprio perché vicino alle posizioni del governatore calabrese), oggi candidato alle regionali nella lista del PD. Guglielmelli rilancia sulla necessità di avere strumenti legislativi regionali nuovi per «far fronte alle mutazioni in atto nel mondo della scuola e nella società».

«In questi ultimi cinque anni – precisa l’esponente democrat – la Regione Calabria ha svolto i primi passi verso un nuovo Diritto allo Studio, investendo risorse che hanno garantito la borsa di studio a tutti gli aventi diritto. Questo investimento ha permesso a tanti di rimanere a studiare nei nostri Atenei e ha reso la scelta di studiare in altre università fuori dai confini regionali una scelta libera, non una necessità».

Sta di fatto che lo strumento legislativo vigente – l. r. n.27 del 1985 (Norme per l’attuazione del diritto allo studio) – «nonostante conservi un impianto in buona parte tutt’ora valido» avrebbe a dire di Guglielmelli «grandi limiti» che si potrebbero definire «naturali» (lo strumento è vecchio di 35 anni ormai… della preistoria).

«Va da sé, che questo – aggiunge – pone dei limiti nel saper recepire tutte quelle istanze e novità che il mondo della scuola, della tecnologia e anche del lavoro oggi pongono. E ancora, spesso la legge tutt’ora vigente (n.27 del 1985) risente di troppe commissioni e strumenti che appesantiscono un modello di scuola che oggi si misura sulla sua capacità di sapersi invece posizionare dentro uno scenario più ampio e mutevole». È dunque oggi importante continuare ad investire: «dopo gli sforzi fatti dal Presidente Oliverio, dobbiamo provvedere affinché i fondi diventino strutturali, con una programmazione precisa e dettagliata della prossima Regione Calabria. Tutto questo deve essere accompagnato da una discussione in campo nazionale con il Governo e il sistema universitario nazionale. Inoltre, è importantissimo che venga recepito l’appello del Rettore dell’UniCal Nicola Leone che, insieme al Senato Accademico, chiede che la Regione Calabria continui ad essere vicina ai suoi Atenei».


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