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Diplomati “analfabeti”, la Calabria è da record

Uno studente calabrese delle Scuole superiori su tre non ha le cognizioni minime per superare la licenza media. I dati sulla dispersione scolastica “implicita” relegano la nostra regione alle ultime posizioni in materia di formazione scolastica

calabriaC’è una generazione intera che rischia di rimanere tagliata per sempre fuori dal mercato del lavoro. Non formata correttamente dalle strutture scolastiche regionali o che hanno lasciato prematuramente il ciclo di studi. E in Calabria questa fetta di ragazzi è decisamente consistente: un terzo di giovani under 24. Lo studio su quello che l’Invalsi chiama “dispersione scolastica implicita” è stato realizzato sotto forma di editoriale da Roberto Ricci e ripreso dal Corriere della Sera e non lascia margini di incertezza sull’interpretazione dei dai che si riferiscono alla nostra regione. Ben il 33,1% dei ragazzi tra i 18 e 24 anni si trova in questa condizione.

Cioè quella di aver proseguito gli studi, magari diplomandosi, ma smettendo di imparare. Una popolazione consistente di studenti costituita appunto da quanti hanno materialmente lasciato la scuola – anche qui la regione brilla in termini negativi – a cui si aggiungono quelli che pur avendo conseguito un diploma posseggono un livello di conoscenze talmente basso tanto da non servire praticamente a nulla. Stando allo studio – che ha analizzato anche i risultati dei test di Invalsi somministrati a studenti dell’ultimo anno delle Superiori – uno studente su tre in Calabria non ha dimostrato di possedere le capacità minime previsti dopo i 13 anni. Non è in grado di superare un livello B1 di inglese o di risolvere un quesito di logica conoscitiva. Leggendo i dati è emerso che quei ragazzi hanno preso meno di due su cinque in italiano e in matematica.

A RISCHIO L’ESISTENZA FUTURA DEI GIOVANI

E come se quegli studenti si fossero letteralmente fermati alle scuole medie. Non avendo neppure le competenze per ottenere la licenza media.
Le conseguenze di questa situazione rischia di compromettere per sempre l’esistenza futura dei giovani. Senza quelle competenze, senza quella capacità di competere in un mercato del lavoro altamente qualificato, i nostri giovani sono tagliati fuori da qualsiasi possibilità di ottenere un’occupazione di qualità diventando, nella migliore delle ipotesi, cittadini di serie B. Senza contare il rischio che questa consistente fetta di ragazzi finisca preda della criminalità organizzata o del lavoro nero.

È la prima volta che viene pubblicato uno studio con dati aggregati composti dal numero di dispersione scolastica esplicita – che registra un trend in incremento negli ultimi due anni – e quella appunto “implicita” e la Calabria dall’esito di quell’analisi comparata esce decisamente molto male.

Fonte: Corriere della Calabria


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