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Dima – Geraci, incontro a vuoto

DI MATTEO LAURIA

giovanni-dima2Si continua a trattare nonostante la pausa estiva. Luglio pieno di novità, alcune sotto traccia, altre più visibili. Tema centrale: elezioni. Si studiano tutte le strategie pur di non prendere una batosta elettorale. Una di queste si chiama nuovismo, propagandato sotto la voce di “rinnovamento”. È una formuletta che paga, sebbene sia il più delle volte ingannevole. Il vero cambiamento non è il nome nuovo pescato dalla società civile all’ultima ora, ma il ritorno alle “scuole di partito”. Insomma, la proposta delle “segreterie aperte” darebbe la possibilità di creare una nuova classe dirigente in grado di gestire e programmare il futuro. Il problema vero è che gli uomini di esperienza non sono disponibili a mettere a disposizione i propri saperi per la paura recondita di essere scavalcati e vedersi compromessa la carriera politica. Sono queste le ragioni per cui da oltre un ventennio circolano sempre gli stessi nomi. E quando tali personaggi non sono più spendibili elettoralmente si tenta la carta del volto nuovo che si presta al gioco di prestigio dei vecchi volponi. In queste ore, a Corigliano il fermento è nel centrodestra. Le indiscrezioni non mancano. Pare che l’ex parlamentare Giovanni Dima abbia chiesto e ottenuto un incontro con il sindaco Giuseppe Geraci. Tra i due, i rapporti politici, al momento, non sono dei migliori. Sul piatto: la successione. Secondo fonti attendibili, tra Geraci e Dima vi è un accordo “staffetta” secondo il quale Geraci avrebbe dovuto aprire il campo a Dima a partire dal secondo mandato. Ma Geraci sembra averci preso gusto e la poltrona non è disposto a mollarla facilmente. L’ex sottosegretario regionale alla protezione civile dunque rientra dall’incontro a mani vuote. Geraci tuttavia non è uno sprovveduto. Sa che le sue quotazioni in città, politicamente parlando, sono in calo per una serie di ragioni, non tutte addebitabili alla sua persona. L’attuale sindaco ne è consapevole. Da qui l’ipotesi di giocare la carta del rinnovamento. E su chi investire? Occorre una figura con esperienza, di fiducia, e spendibile. Nella rosa dei nomi spunta Francesco Turano, avvocato, figura di equilibrio, che potrebbe assumere il ruolo di abile successore. Lo stesso Turano, tra una battuta e l’altra, tenta approcci nell’ambito del centrodestra, programmando futuri incontri, a partire da settembre. Gode del sostegno del movimento riconducibile a Gianluca Gallo, già presente in Consiglio comunale con pedine importanti. Le trattative sono in continua evoluzione. Dopo la pausa di Ferragosto, i motori si accenderanno. C’è poco buonismo in giro, nessuno sembra essere disposto a fare passi indietro, si assottigliano finanche i margini di fiducia. Ci si guarda con pregiudizio. Con queste basi, sarà difficile metter su un’eventuale alleanza. Dima dal canto suo qualche errore strategico lo ha commesso, come quello di aver anteposto la sua candidatura a tutti i costi, bypassando atti formali in politica necessari. Il centrodestra tra partiti, movimenti e associazioni conta una nutrita rappresentanza. Se Dima si fosse posto in maniera diversa, forse, avrebbe potuto incassare un minimo di convergenza. Intanto, in casa Geraci spira aria di rimpasto. Rischia e non poco l’attuale vicesindaco Franco Oranges. Quel patto di ferro potrebbe sgretolarsi. La tensione si tocca con mano. È proprio il movimento di Gianluca Gallo che potrebbe beneficiare, in sede di rimpasto, della carica occupata attualmente da Oranges. Una sorta di rimodulazione che tiene conto quindi di nuovi equilibri interni all’attuale maggioranza in vista delle elezioni amministrative. Sul fronte opposto, tutto tace. Scalpita Giovan Battista Genova che potrebbe tornare in auge tentando la candidatura a sindaco in quota Pd. Quel partito che nella vicina Rossano non è stato in grado di esprimere un candidato a sindaco. Il problema per i Dem è che rischiano di imbarcarsi in un’esperienza solitaria, in quanto gli ex alleati non appaiono disposti a concedere crediti al partito di Renzi. Sel e Psi continuano nella loro azione parallela, il Prc non ha ancora stabilito il percorso da intraprendere anche se l’idea di stimolare – insieme a qualche movimento – un eventuale ritorno in campo di Armando De Rosis pare non dispiaccia. In pole position, c’è e rimane l’idea progettuale di Aldo Algieri, a capo di un movimento trasversale. Da settembre, ad ogni modo, sarà un continuo divenire. E di sorprese, anche eclatanti, potrebbero essercene tante.

 

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