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«Difficile un nuovo tribunale. Si trasferisca la sede di Castrovillari sullo Jonio»

La posizione forte arriva dai banchi dell’opposizione, ma (in extrema ratio) potrebbe diventare il piano B di questa vicenda infinita.

depuratore di rossano

Nell’affaire tribunale tre cose appaiono chiare (almeno per il momento ed al netto di tutte le iniziative che potranno scaturire nel prossimo futuro).

La prima: le dinamiche sociali e amministrative della città, ex sede di tribunale, sono cambiate; oggi rispetto a quando il presidio venne soppresso c’è stata una fusione dalla quale è nata una nuova città che conta 80mila abitanti, è la più grande della provincia di Cosenza e la terza della Calabria. Un elemento «inconfutabile» come lo ha definito il sindaco Stasi.

La seconda: c’è una Riforma della Geografia giudiziaria che seppure deficitaria, non risolutiva e sicuramente dannosa del sistema giudiziario italiano, esiste, è in vigore e con la quale bisogna fare i conti.

La terza (che è legata alla seconda): l’attuale presidio di giustizia unico Sibaritide-Pollino è allocato logisticamente in un luogo non baricentrico, a Castrovillari, lontanissimo dalle periferie del circondario giudiziario dove, paradossalmente, si produce l’80% del lavoro dell’intera fabbrica giudiziaria del foro.

Fatte salve queste tre cose, diciamo immutabili, bisogna confrontarsi con la realtà. «Non pensiamo che l’apertura o la riapertura di un tribunale di un tribunale nella Sibaritide e a Corigliano-Rossano sia una cosa semplice». Lo ribadito nel corso del suo intervento il consigliere comunale Vincenzo Scarcello, a capo del più importante (almeno in termini di numeri) gruppo consiliare di opposizione a Corigliano-Rossano, intervenendo durante la discussione dell’Assemblea pubblica. «Non lo è per diversi motivi – ha aggiunto – e ragioni di natura economica, politica e sociale. E non ci illudiamo che tutto possa cambiare rispetto al passato perché così non sarà. Però – ha precisato – possiamo giocare una nuova partita, che forse potrebbe essere vincente e potrebbe voler dire molto anche sul reale peso politico della nostra città».

Una partita che fa leva sulle cosiddette “stonature”. «Oggi Corigliano-Rossano, la città numericamente più importante dell’intera provincia, è anche – ha detto Scarcello – la più importante in termini assoluti del comprensorio giudiziario Sibaritide-Pollino. È normale, allora, che il governo ha l’obbligo di rimettere in ordine le priorità e soprattutto dare valore alle necessità del territorio». «Non è possibile aprire un nuovo tribunale per una questione di costi e di opportunità? Benissimo. Si cambi allora – ha ribadito il capogruppo UDC – la sede logistica di quello attuale. Quindi non più a Castrovillari ma a Corigliano-Rossano, che non solo è più baricentrica ma ovviamente ha una congruenza maggiore in termini di numeri e di volume di lavoro».

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Non è un’idea di poco conto. Sicuramente coraggiosa ma che alla fine potrebbe sembrare la più percorribile per risolvere i tantissimi problemi logistici e operativi dell’attuale tribunale del Pollino. Ancor più se a Roma l’iter per una rivisitazione della geografia giudiziaria dovesse andare alle calende greche. Così come ha precisato anche il deputato del Movimento 5 stelle Francesco Forciniti.

«L’impegno è massimo – ha dichiarato il parlamentare pentastellato – ma non sarà facile portare a casa il risultato. Noi ce la metteremo tutta a persuadere il governo a trovare una soluzione che a noi pare ovvia e scontata ma che poi in Parlamento deve fare i conti con le pretese di tutti gli altri parlamentari. I quali – ha avvertito – una volta che si metterà mano alla Geografia giudiziaria avanzeranno tutti una pretesa per farsi aprire un tribunale sotto casa».

Certo, però, le ragioni di Corigliano-Rossano sono ben diverse e oggettivamente più importanti, in questo particolare momento storico, rispetto a tantissime altre che possano essere avanzata da altrettanti territori italiani.

Ecco perché la proposta dell’Unione di Centro, pur risultando d’impatto come fuori dal coro in una platea che stamattina ha chiesto a gran voce l’apertura di un nuovo tribunale, potrebbe risultare quella più percorribile nel prossimo futuro. E sarà quello anche il banco di prova per capire il reale peso della nostra classe politica: di centro, di destra, di sinistra e quella movimentista, di maggioranza e di opposizione.


 

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