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Depuratore consortile Corigliano-Rossano: a che punto è l’iter?

Una riunione al Comune di Rossano

La storia del depuratore consortile Corigliano-Rossano risale a circa venticinque anni fa. Quando si iniziò a parlare di questa grande opera. Da costruire nell’area di contrada Insiti, a ridosso della zona marina al confine tra i due Comuni. Ma le redini della progettazione sono state sempre nelle “mani” del Comune di Rossano. Un progetto molto ambizioso. Per un valore complessivo di 30 milioni di euro in project financing.  Poi il tutto si arenò per qualche tempo. Fino al 2011. Quando con l’avvento della giunta Antoniotti a Rossano (assessori all’ambiente Sifonetti prima, Alfieri poi e infine Chiarello) sembrava che l’avvio dei lavori per la realizzazione dell’importante opera pubblica fosse a un passo. Invece non siamo rimasti alla fase preliminare. Mancava poco per poter chiudere tutto l’iter. Ma poi, nel novembre 2015, l’esecutivo Antoniotti è stato sfiduciato e il progetto per il nuovo depuratore consortile si è bloccato.

UN CAMMINO LUNGO E DIFFICILE PER IL DEPURATORE CONSORTILE. TARIFFA A 0,41 €

Il bando per il progetto e la realizzazione del depuratore consortile di Corigliano e Rossano è stato concretamente avviato nel 2011. Di concerto con la Regione Calabria. A vincere l’appalto fu il consorzio Impec, come unico partecipante. Un bando per progetto, realizzazione e gestione futura per almeno venti anni. Costo totale abbassatosi, nel frattempo, a 26 milioni di euro. Sedici di parte pubblica e dieci di parte privata. Si era pensato già alla tariffa da sottoporre ai cittadini di Rossano per la depurazione delle acque: 0,41 centesimi di euro a metro cubo. L’allora assessore Natalino Chiarello ha avviato la fase progettuale preliminare. Il progetto è stato valutato con tutti gli organi preposti. Ministero dell’ambiente incluso. Un progetto all’avanguardia. Con la parte predominate prevista con la modalità dei fanghi attivi. Il resto a membrane.

IL 31 DICEMBRE 2018 SCADONO I TERMINI: COSA VOGLIAMO FARE?

Gli impianti esistenti si dovranno smantellare e trasformare in stazioni di pompaggio verso la centrale di contrada Insiti. Ma su questa eventualità sono arrivate, in seguito, le riserve di Corigliano. Che si ritrova con frazioni molto lontane come Cantinella e Apollinara. Come spostare il flusso fognario da lì fino a Insiti? Con quali costi? A Rossano, invece, Chiarello aveva pensato alla riduzione della tariffa per i cittadini. Fino a 0,38 centesimi di euro, grazie a impianti fotovoltaici sopra le stazioni di pompaggio. Con il nuovo depuratore si mira a  rendere le acque depurate al 98 % e, quindi, al loro riutilizzo in agricoltura. Vi era già l’accordo con il Consorzio di Bonifica. Poi, però, è sopraggiunto il commissariamento del Comune di Rossano. Il 31.12.2018 scadono i termini per la realizzazione dell’opera. Si deve fare presto, altrimenti scatta la revoca dei finanziamenti. Una parte dei quali (il 10 %) è stata già assegnata al Comune di Rossano. A proposito: che fine ha fatto?

NEI PROSSIMI GIORNI NUOVA RIUNIONE IN REGIONE

Tra il 22 e il 23 giugno prossimi si dovrebbe tenere una nuova riunione operativa presso gli uffici della Regione Calabria. Alla presenza del Rup del depuratore consortile Corigliano-Rossano, arch. Salvatore Lepera. Manca la fase progettuale definitiva. E quindi esecutiva. Lo scorso 8 maggio si è tenuto l’ultimo incontro presso gli uffici della cittadella regionale, alla presenza di consulenti per la valutazione dello stato progettuale. L’impressione è che manca quella forza politica necessaria per far decollare definitivamente il progetto. Tutto sembra impantanato. Ma, in realtà, non lo è.

 

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