Home / Attualità / Degrado e fetore nel cuore del centro storico. Decine di denunce inascoltate

Degrado e fetore nel cuore del centro storico. Decine di denunce inascoltate

Una condizione imbarazzante nel cuore della città antica di Rossano a due passi dal Municipio. I residenti: «Dove sta lo Stato?»

Un’area del centro storico di Rossano nel pieno degrado sociale, strutturale e sanitario. E tutto questo nel totale disinteresse delle istituzioni e degli organi di controllo che passando di là girano puntualmente la testa dall’altra parte.

Siamo nel quartiere di Porta dell’Acqua, un’area storica per eccellenza del capoluogo bizantino, dove sorge una delle cinque antiche porte di accesso alla Città cara a San Nilo, a metà tra il “U ‘Tirun” ed il Ciglio della Torre.

A denunciare lo stato di degrado, i residenti della zona, giunti ormai al limite massimo della sopportazione. «Ci sporgiamo dai balconi delle nostre case – dicono – che si affacciano sulla vallata sottostante e invece di sentire i profumi della natura respiriamo un persistente cattivo odore».

Fetore che avrebbe origine da alcuni immobili che in realtà dovrebbero essere abbandonati ma che, in realtà, ci dicono sempre i residenti, diventano luogo di devianza sociale o di famiglie indigenti che, prive di qualsiasi assistenza, stanno ammassate al loro interno senza le minime condizioni igienico-sanitarie.

La discarica in una casa

E tutto questo, dicevamo, nell’assenza totale delle istituzioni e dello Stato. «La domanda che ci facciamo – dice Lenin Montesanto, comunicatore di professione e da qualche anno anche residente del quartiere di Porta dell’Acqua – è dov’è lo Stato, inteso proprio come istituzione! Perché non riuscire a vivere in maniera civile a 150 metri da una delle sedi comunali porta a chiedersi proprio dove sta lo Stato».

La condizione descritta è allarmante: «Siamo invasi da topi – aggiunge Montesanto – da ogni tipo di carenza igienico-sanitaria e da un degrado strutturale imperante. Tutto questo a fronte di decine di denunce fatte, fondate su stati di fatto reali, come la presenza di immobili fatiscenti».

Denunce che puntualmente finiscono accantonate in archivio, palesando evidenti omissioni. Uno stato di fatto, inoltre, che impedisce la promozione e la fruizione di uno dei beni artistico-architettonici più belli e (paradossalmente) anche meglio mantenuti del centro storico di Rossano: la piccola fortezza di Porta dell’Acqua. Si tratta di un piccolo bastione difensivo, fortificato durante il decennio di “colonizzazione” francese, che rappresentava una vera e propria dogana per chiunque volesse accedere in quel tempo alla città. Un monumento che da solo varrebbe la visita a Rossano ma che nessuno considera, né sotto il profilo storico, né su quello turistico e nemmeno sul piano sociale e igienico.


 

Commenta

commenti