Home / Attualità / Decisione shock: Pippo Callipo si dimette dal Consiglio regionale

Decisione shock: Pippo Callipo si dimette dal Consiglio regionale

Il capo dell’opposizione e la sua filosofia di vita che cozza con il “sistema Calabria”: «Questi mesi sono stati un’esperienza traumatizzante»

Decisione shock per il re del tonno, Pippo Callipo. Il leader dell’opposizione molla la spugna e si dimette dal Consiglio regionale della Calabria dove era stato eletto nel gennaio scorso dopo aver guidato la coalizione di centro sinistra quale candidato presidente.

Le motivazioni di una scelta «sofferta» sarebbero da ricercare in motivazioni prettamente politiche: il sistema Calabrese da un lato, la sua filosofia di vita dall’altra. «Mi sono reso conto – ha scritto Callipo in una lettera alla stampa –  che, purtroppo, non ci sono le condizioni per portare avanti concretamente l’importante mandato che un considerevole numero di calabresi mi ha conferito». E quindi, «dopo una lunga e molto sofferta riflessione, questa mattina ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di consigliere regionale della Calabria».

E non sono dolci le parole che il capo del movimento “Io resto in Calabria” lascia nella sua lettera di commiato dalla sua breve attività politica. «Ben presto – dice – ho capito che le regole e i principi che ordinano l’attività del Consiglio regionale sono di fatto “cedevoli” al cospetto di prassi consolidate negli anni che mortificano la massima Assemblea legislativa calabrese e che si scontrano con la mia mentalità improntata alla concretezza».

Probabilmente il riferimento a quanto accaduto in queste ultime settimane dentro e nei dintorni dell’astronave di palazzo Campanella: dal caso dei vitalizi per finire alla dura diatriba nata attorno alle commissioni consiliari. E Callipo, tra le righe, lo dice pure.

«L’attività del Consiglio – scrive – si svolge assecondando liturgie politiche che impediscono la valutazione delle questioni sulle quali l’Assemblea è chiamata ad esprimersi, impedendo quindi che il Consiglio stesso renda quel servizio al quale dovrebbe tendere istituzionalmente. Le regole a presidio dell’ordinata gestione dell’ordine del giorno e della presentazione delle proposte da votare non sono un inutile orpello creato per imbrigliare l’iniziativa legislativa dei Consiglieri, ma rappresentano una garanzia del corretto svolgimento della funzione legislativa e rispondono ai principi e ai doveri indiscutibili che sono posti alla base del nostro ordinamento democratico. Per questo non posso in alcun modo accettare che tali regole vengano calpestate».

«Mi sono candidato – aggiunge ancora nella sua lettera – per spirito di servizio verso la mia terra e verso i calabresi e avrei voluto lavorare nel loro interesse per rompere ogni logica clientelare, realizzare progetti di ampio respiro e raggiungere obiettivi in funzione di una visione unitaria e moderna della Calabria. Non l’ho certo fatto per interesse personale o per il lauto compenso che viene corrisposto per questa carica, che per altro ho finora interamente devoluto in beneficenza, rinunciando in tempo utile anche al “vitalizio” e all’indennità di fine mandato».

Poi la chiosa finale degna di una grande uscita di scena dopo questi pochi mesi in consiglio regionale che Callipo li bolla come«esperienza traumatizzante». «Perché mi sono reso conto che qualsiasi sforzo profuso non avrebbe portato ad alcun risultato. Dopo circa cinquant’anni di attività lavorativa non posso consentire né tollerare cambiamenti della mia personalità e della mia “forma mentis”; non posso farlo per il rispetto che nutro nei confronti dei calabresi, della mia famiglia, dei miei quattrocento collaboratori e verso me stesso. Mi auguro – conclude – che nei prossimi anni il Consiglio regionale possa lavorare e produrre leggi in grado di migliorare le condizioni e la qualità di vita di tutti i calabresi. Auspico che i Consiglieri tutti possano ricordare che la politica è doveroso servizio ai cittadini e che il miglior servizio è quello che si rende nel rispetto delle regole».


Commenta

commenti