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Il dado è tratto: ora incombe il diritto dovere di governare bene

sandrino fullone

Il prof. Sandrino Fullone

di SANDRINO FULLONE*

Dal  trentuno marzo  si materializza un evento accarezzato da più tempo che è quello della nascita di una Città che dovrà parlare alla Calabria ed al  Mezzogiorno. Per questo necessita assimilare la complessità dell’operazione al fine di  assolvere difficili adempimenti preparatori, tra questi annovero, ancora, la mancata pianificazione, da parte della Regione, del riordino territoriale e  le disposizioni di dettaglio che non hanno niente a che fare con la Legge regionale istitutiva  del Comune CoriglianoRossano, pur essa sottoposta, dal mio modesto punto di vista, a valutazioni non del tutto compiacenti (sulle quali mi soffermerò in articoli successivi). Politicamente bisogna lavorare per costruire un’ Amministrazione pubblica efficace, inserita in un disegno istituzionale coerente, dotata di legittimità democratica,  riformata nel contenitore e nei contenuti, attenta alle esigenze locali ed alla crescita del territorio amministrato. Perciò insisto sulla necessità improrogabile che la Regione Calabria colmi un ritardo istituzionale non più accettabile. La mancata attuazione dell’art.118 della Costituzione e della Legge Del Rio (L. 56/2014) non facilita il percorso istitutivo della Città CoriglianoRossano.

FUSIONE: ATTORI SOCIALI E ISTITUZIONALI SIANO INTERPRETI DEL DECENTRAMENTO

La Legge Regionale di riforma del  riordino  delle funzioni amministrative dovrà definire:

  1. un nuovo ruolo istituzionale della Regione;
  2. una diversa allocazione di competenze, ovvero liberare la Regione da funzioni amministrative;
  3. riposizionare i rapporti tra le province ed i comuni calabresi (associazionismo-aree vaste);
  4. codificare forme nuove di autogoverno per affermare di fatto la partecipazione dei Cittadini alla gestione della cosa pubblica (principio di sussidiarietà).

L’evento già in itinere impone soprattutto un approccio culturale senza riscontro, gli attori istituzionali e sociali devono farsi interpreti delle ragioni della democrazia,  della partecipazione  e  del decentramento. Se il percorso  è inedito esso non può essere gestito in chiave burocratico-amministrativo. Avverto, ad oggi , con preoccupazione il clima di distacco tra i Palazzi e le due comunità. La Legge Regionale istitutiva del Comune Unico serve a promuovere una comunicazione sociale (incontri di sito), va tenuto un Consiglio Comunale congiunto, un’assemblea straordinaria di tutto il personale in servizio nei due comuni, va insediata una unità di progetto tra la Regione, l’Anci, la Lega delle Autonomie Locali, la Provincia, il Formez, le OO.SS. ed una rappresentanza delle Associazioni. Nello stesso tempo i due Sindaci, che continueranno ad avere un ruolo importante nella costruzione della Città unica, devono spingere i due sottosistemi istituzionali dell’Alto e Basso Jonio a promuovere quelle forme associative idonee per un riassetto istituzionale finalizzato (soprattutto per i Comuni al di sotto dei Cinquemila abitanti )a bloccare un processo irreversibile di consunzione .

FULLONE: SIBARITIDE CAPITALE DEL MEDITERRANEO

La mia personale ambizione è quella di vedere un giorno non lontano riuniti gli Stati Generali dei comuni della piana,  che ( in una cornice di riassetto istituzionale che mi auguro il Consiglio Regionale sotto l’impulso convinto del Governatore della Calabria possa approvare al più presto),per riposizionare la Sibaritide nella sua forma più alta di “CAPITALE del MEDITERRANEO”. L’altra sfida sta nella coerenza e nella capacità di mobilitare le risorse, gli attori presenti nel sistema economico-sociale, nel favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati (materia statutaria)per lo svolgimento di attività di interesse generale. Questa esaltante stagione richiede inoltre, forme e strumenti innovativi tra i quali un complessivo sistema di pianificazione e programmazione per ambiti; definire preliminarmente una strategia , promuovere il territorio, creare le condizioni di sostenibilità finanziaria, ristrutturare i servizi pubblici locali, riposizionare il sistema formativo, innovare la macchina amministrativa, tenendo conto della riforma “Madia” e del prossimo contratto collettivo di lavoro, partendo dalla consapevolezza che le Città medie sono ormai sottoposte a profondi cambiamenti determinati dai processi di globalizzazione (analisi degli scenari di sviluppo).

FUSIONE: VA ISTITUITA LA CONSULTA STATUTARIA QUALE ORGANO DI GARANZIA E CONSULENZA

Interrogarsi sulle reali potenzialità e capacità del territorio: ZES –CODEX-AGROALIMENTARE-ARCHEOLOGIA “Con il suo Museo all’aperto più esteso del Mondo”-TURISMO-CENTRI STORICI-AREE INTERNE- Riconversione ex Centrale Enel. La Città “intelligente” dovrà attrezzarsi secondo una logica policentrica (Comune-Municipi-decentramento-partecipazione –ecc.). Il Comune nuovo non deve negare alcuna identità preesistente, esso va fondato secondo un modello diffuso nel quale ogni Comunità storica troverà il modo per diventare protagonista nell’amministrazione  del Comune Unico. Per questo, prima di porre mano e sapienza alla scrittura di uno Statuto “provvisorio” , va istituita la Consulta Statutaria quale organo di consulenza e garanzia. Ciò che si impone, invece , è l’elaborazione di un progetto di fattibilità con l’apporto del Formez. Le risorse finanziarie a disposizione, soprattutto quelle provenienti dal Governo, devono essere conosciute e precisato il loro impiego e utilizzo, sulle quali dovranno aprirsi momenti di contrattazione territoriale. Infine, dalla data del trentuno marzo  non è auspicabile nessun vuoto di governo, la nomina del  Commissario/i  ai sensi dell’art.3 della Legge istitutiva per svolgere le funzioni degli organi che  decadranno  alle ore 24,00 del  30 marzo c.a., dovrà essere formalizzata entro e non oltre la data di cui sopra.

(*Esperto di finanza ed Enti locali)

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