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Cultura, il comune unico già c’è

cubo-culturaCORIGLIANO CALABRO (Ha una probabile doppia origine, dal latino Corellianum/podere di Corellio, o dal greco χωρίον ͗έλαιον/giardino dell’olio).

  1. CASTELLO DUCALE

La sua prima origine risale al 1073, l’epoca normanna, ed al principe marinaio Roberto il Guiscardo che decise di far costruire un bastione fortificato sull’altura di Corigliano. Il castello fortezza crebbe d’importanza con i Sanseverino nel 1300, poi a seguire con gli Angioini e gli Aragonesi con Ferdinando I d’Aragona. Dalla forma quadrilatera e tre torri cilindriche e cappella privata, divenne dimora estiva di numerosi nobili ed in particolare dei baroni Compagna che ne arricchirono le stanze. Considerato uno dei più belli del meridione, tutt’oggi è possibile vedere la riproposizione della vita quotidiana ai tempi del Baroni. Nella parte più profonda del castello sono visitabili anche le antiche prigioni, ancora integre. (Foto A. Barbieri)

  1. BORGO MARINARO DI SCHIAVONEA

La frazione di Schiavonea, borgo di pescatori, nasce sul finire del XVI secolo. Chiamato “Marina del Cupo” fu utilizzato per il commercio dei prodotti agricoli, olio, vino e grano e l’attracco di mercantili e pescherecci. Qui fu eretta la Torre d’avvistamento detta “del Cupo” ed un magazzino “Taverna” dei Sanseverino e poi dei Saluzzo. A metà del 1600, dopo un’apparizione miracolosa, inizia la costruzione del santuario della Madonna della Schiavonea  o Madonna nera (per il colore scuro del viso).Oggi è conosciuta come il Santuario S. Maria ad Nives. Negli anni ’70 iniziò un’importante crescita edilizia in concomitanza alla costruzione del porto.

  1. CASTELLO SAN MAURO

Situati lungo la statale 106 jonica nella zona di Cantinella, frazione di Corigliano, i ruderi del Castello San Mauro sorgono sui resti di un monastero bizantino del XII secolo. Ritenuta come ricca dimora di caccia fu arricchita dai principi San Severino di Bisignano nel 1515. Nelle sfarzose stanze del castello dimorò anche  Carlo V d’Asburgo re di Spagna, che sul finire del XVI secolo, passò da qui di ritorno da una battaglia contro gli Ottomani. Leggendaria fu la frase che il re di Spagna pronunciò davanti al lauto pranzo presentatogli dal San Severino ” Voi siete il re o il principe di Bisignano?”.

  1. 4. QUADRATO COMPAGNA

Il Quadrato Compagna o Palazzo delle Fiere fu progettato e costruito tra il 1846 ed 1850, dall’ingegnere cosentino Francesco Bartolini. Voluto dal barone Luigi Compagna, diventò il cuore pulsante della vita commerciale del borgo di Schiavonea e dell’intera area Jonica. Pensato come luogo di stoccaggio e polo commerciale di derrate alimentari, vino e olio, il quadrato presenta uno stile neoclassico dai tipici colonnati, che ricorda i palazzi del commercio delle città europee.

  1. VALLE DEL PENDINO

Polmone verde che introduce  al centro storico coriglianese, prende vita a seguito del trasferimento di una comunità ebraica nel XV secolo. Nella valle del Pendino fu costruito il monastero del santo patrono S.Francesco di Paola e di seguito la Chiesa del Carmine (sec. XIV). Accanto a questa è il Convento dei Carmelitani (sec. XIII) ed i ruderi dell’antico Concio della liquirizia dei Saluzzo e poi dei Compagna. Nei secoli successivi e fino all’epoca moderna quest’area proto-industriale ha rappresentato il cuore commerciale e produttivo di Corigliano. (Foto N. Misiti)

  1. IL PONTE CANALE

La costruzione dell’acquedotto è legato al  santo patrono Francesco di Paola. A lui si deve l’edificazione del Ponte Canale o Arco sul finire del XV secolo. L’acquedotto in stile romanico con due arcate (una terza è andata distrutta con il tempo) pare sia stato costruito da trecento operai. Doveva servire le tre piazze principali della città di Corigliano: Giudecca, Fondaco, Muro Rotto. Suggestiva l’immagine che ne fornisce l’abate di Saint-Non, alla fine del Settecento, in una delle bellissime vedute acquerellate a mano, nel suo Viaggio Pittoresco nel Sud Italia.

 

ROSSANO (Dal toponimo greco Ruskìa o Rusianon, ρύσιον/che salva, άκρον/promontorio. Accanto al significato popolare Ruscia, Roscianum, che richiama il colore rossastro del granito).

  1. SAN MARCO

L’oratorio che si trova nella parte più antica della citta di Rossano, risale alla fine del IX-X secolo, periodo della dominazione bizantina. Destinato alla pratica della contemplazione mistica dei monaci, il tempietto ha pianta quadrata sorretta da sei pilastri, terminanti con le tre absidi classiche dell’arte bizantina e le cinque cupolette sul tetto. All’interno della chiesa si trova un frammento di affresco di Vergine Odigitria seduta in trono con il Bambino sacro. La pianta quadrata e le cupole cilindriche sono una caratteristica dell’architettura bizantina visibile in altri esempi in Calabria (quali La Cattolica di Stilo nella provincia di Reggio Calabria) e soprattutto in Sicilia. L’ispirazione è sempre quella commistione di culture provenienti dall’Asia Minore.  (Foto G. Forciniti)

  1. CODEX PURPUREUS ROSSANENSIS

Ritrovato da studiosi tedeschi nella cattedrale di Rossano, l’antico Evangeliario che per integrità è un unicum al mondo, risale al VI secolo. Proveniente dalla Asia Minore (Siria) rappresenta un esempio di scrittura onciale in lettere d’oro e d’argento. Le miniature raffigurate per intero sono disposte su due registri divisi in 188 fogli di pergamena tinta di rosso. Vi è raffigurato il Nuovo Testamento raccontato da Matteo e Marco, ma certamente doveva raccogliere l’intero Vangelo. Considerato come raro bene ecclesiastico contiene alcune scene inedite: ad esempio il ritratto di Marco è l’unica figura di un Evangelista rimasta integra in un Codice greco-Vangelo, datato prima del X secolo. All’interno delle pagine anche una delle prime e più preziose rappresentazioni della figura di Pilato, giudice canuto, seduto sulla sedia tipica del tribunale romano, ritratto nell’atto prima di ricevere il Cristo.

  1. PANAGHIA (Παναγία) Situata in pieno centro storico la chiesetta di epoca bizantina (IX-X secolo) è ad un’unica navata con abside semicircolare. Presenta due ingressi, mentre l’interno riceve la luce dalle finestrelle laterali decorate con mattoni e da una bifora al centro dell’abside. Il suo nome significa “Tutta santa” è uno dei nomi della Vergine Maria alla quale la chiesa è dedicata. Altre chiesette della stessa epoca sparse per il mondo sono chiamate Tutta santa, in particolar modo nell’area ortodossa. All’interno rimangono tracce di affresco di San Giovanni Crisostomo con aureola e mantello. (Foto A. Barbieri)
  1. SANTA MARIA DEL PATIRE

Il Complesso abbaziale basiliano della fine del XI e inizi XII secolo, è uno degli esempi più rappresentativi di architettura bizantino-normanna dell’Italia meridionale. Situato nella montagna di Rossano, la chiesa presenta un gioco di alternanza di colori delle absidi decorate da rosoni a motivo stellare. All’interno si trova il pavimento mosaicato a figure di animali. Diventò cenobio con chiostro e celle e sede di scriptorium in cui si sviluppò la particolare forma di grafia (Perlschrift). Qui furono catalogati 130 codici, tra i più importanti, appartenenti all’Archivio Vaticano. La scuola calligrafica del Patire continuò lo stile rossanese, iniziato da San Nilo. La libreria del Patire ricca di manoscritti conservò anche l’importante Codice Palinsesto di Strabone, lo storico geografo dell’antichità. (Foto A. Barbieri)

  1. TORRE SANT’ANGELO

Distante soli pochi metri dal mare rossanese, a circa 7km dalla Città alta, risale al 1543. E’ costruita con materiale proveniente dall’antica Thurium. Dalla forma quadrata con bastioni triangolari che le conferiscono la forma a stella, fu edificata per il controllo strategico del mare dalle incursioni dei pirati. L’opera (unico monumento della storia civile, commerciale e marinara rossanese) conferma l’esistenza di un’antica banchina, resti della quale sono ancora visibili. La Torre faceva parte di un più vasto complesso, il Fondaco, quasi una Fortezza Stato, difesa militarmente e con una flotta a disposizione ai tempi di Ruggero II. Per diversi secoli è stata la più importante ed imponente struttura daziaria e doganale sulla costa ionica. (Foto A. Barbieri)

  1. L’ACHIROPITA

L’icona sacra dell’Achiropita si trova affrescata sul pilastro centrale della Cattedrale di Rossano, protetta da una teca in un prezioso altare con marmi policromi. Sebbene la sua storia sia avvolta da leggenda e devozione, l’affresco risale al VI secolo d.C. ed è di pregevole fattura bizantina. La Vergine, chiamata Akheiropoietos “non dipinta da mano  umana” in lingua giudaico–cristiana, si presenta per intero e regge con il braccio sinistro il bambino nell’atto benedicente. (Foto G. Forciniti)

m. f.
s. t.
l. l.

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