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Crosia, Russo: “Il dissesto sarebbe il trionfo dell’antipolitica”

CROSIA-SINDACORUSSO-060914Il dissesto finanziario non è e non sarebbe stata la soluzione. Il Piano di riequilibrio elaborato dall’Esecutivo in carica, non solo ha ottime possibilità di essere approvato dalla Corte dei Conti, essendo completamente diverso da quello adottato dall’Esecutivo Aiello, ma ci consentirà di uscire, nei prossimi anni, dalla difficile situazione economica che abbiamo ereditato. Inoltre, ci permette di continuare a garantire i servizi al cittadino che al contrario, nel caso della tanto invocata ed auspicata, da parte del consigliere Tavernise, applicazione del dissesto, sarebbero venuti meno.
Esordisce così il sindaco Antonio Russo, facendo chiarezza in merito ad alcune dichiarazioni del consigliere pentastellato Davide Tavernise, apparse su alcuni quotidiani locali, già chiarite, oltretutto nel corso dell’Assise civica, tenutasi lo scorso venerdì 6 Febbraio 2015.
Dispiace – ribadisce Russo – assistere a questo spettacolo grottesco da parte dell’opposizione. In un momento in cui sono in fase di notifica, a tutte le famiglie cittadine, gli avvisi di pagamento dei tributi municipali che riguardano la nuova imposta comunale istituita dal Governo Renzi con legge di stabilità 2014 (Tari) e gli avvisi di accertamento e riscossione dell’arretrato del servizio idrico, è facile cavalcare l’onda del malcontento e infervorare gli animi per la propria propaganda politica ed elettorale. Questo modus operandi, non solo non giova alla Comunità, ma è controproducente poiché genera soltanto confusione. Intanto voglio sottolineare che ci siamo immediatamente attivati per aprire un confronto con Soget Spa (ente deputato alla riscossione tributi), a cui abbiamo già comunicato le numerose istanze dei cittadini. Su tutte l’invio di bollette della Tari già scadute e la notifica di cartelle già saldate, oltre alle anomalie riscontrate da alcune utenze ed alla ridistribuzione delle scadenze dei diversi avvisi, affinché non vengano notificati contemporaneamente, andando a gravare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti impossibilitati a saldare gli importidovuti all’Ente. Questo Esecutivo si è da subito prodigato per estinguere ed onorare i debiti, programmando un piano di Riequilibrio coscienzioso ed attento basato su elementi concreti che stanno già portando i primi risultati reali, e che, con maggiore probabilità ci consentirà di superare questa particolare e critica contingenza. Un Esecutivo responsabile e competente non può dichiarare il dissesto finanziario, così come continua a ribadire il consigliere Tavernise, che porta avanti un’idea molto distante da quella che è la politica del fare, intesa come impegno a servizio della gente e che decreterebbe il trionfo assoluto dell’antipolitica. E anche in questo caso intendo dissolvere ogni dubbio, se ancora non fosse chiara la mia posizione. Se in passato ho espresso perplessità sul Piano di riequilibrio approvato dalla precedente Amministrazione, non è certamente perché auspicassi il dissesto. Al contrario, ero assolutamente cosciente e consapevole che quel Piano non avesse alcun fondamento concreto né soluzione reale da cui ripartire, tanto è che è stato successivamente respinto, dalla Corte dei Conti. Un Amministratore attento e coscienzioso, non può non comprendere gli svantaggi che comporterebbe l’adozione del dissesto finanziario. Con l’adozione di tale strumento, infatti, le tariffe di base vengono innalzate nel limite massimo consentito e non si ha accesso al credito, perché un Ente che decreta il dissesto non può contrarre mutui. La delibera, inoltre, non è revocabile ed ha efficacia per cinque anni, periodo in cui, non è certo che si riesca ad estinguere il debito. Inoltre, il Comune non può più erogare i servizi essenziali alla cittadinanza. Servizi che noi, invece, abbiamo confermato, garantendo le prestazioni di base destinate alle famiglie, agli anziani, ai minori e ai disabili. Così come per la Pubblica Istruzione che continua a godere del trasporto e della refezione scolastica, della fornitura dei libri di testo per le scuole primarie e dell’assistenza agli alunni diversamente abili. In riferimento a questi ultimi servizi, già i cittadini faticano a pagare solo il 36 percento del costo, figuriamoci se dovessero coprire l’importo totale della somma. Siamo l’unica Amministrazione – conclude Russo – che come prima azione di governo ha ritenuto opportuno affrontare la questione dei debiti fuori bilancio, riconoscendo e liquidando quelli che rientrano nei requisiti di legge. Oltre ad aver provveduto a rimodulare il piano finanziario pluriennale, dopo la richiesta di accesso al Fondo di Rotazione (legge 164 del 2014) che, attraverso il credito concesso dallo Stato senza interessi, consentirà all’Ente di accorciare notevolmente i tempi per il risanamento e riportare il Comune alla normalità.

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