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Crosia: mistero in provincia,sovvertito l’ODG sulla surroga

COMUNICATO STAMPA

mario-occhiuto-3Il Presidente della Provincia Mario Occhiuto stravolge l’ordine del giorno del Consiglio provinciale convocato per il prossimo Lunedì 25 Gennaio 2016. Lo fa commettendo un doppio illecito: cambiare il programma dei lavori dell’Assemblea dopo che la stessa era già stata indetta, senza ottemperare alle prassi amministrative, e annullando la surroga di un consigliere provinciale decaduto per legge lo scorso 17 Novembre 2015. Un atto abominevole in sfregio alle Istituzioni e che sovverte i principi della democrazia.
È la denuncia che lanciano i Consiglieri comunali di Maggioranza, a sostegno del sindaco Antonio Russo che nel pomeriggio di oggi (Giovedì 21) ha appreso, dal portale istituzionale della Provincia di Cosenza, della modifica dell’Odg. Questo, dopo che nei giorni scorsi era già stata notificata allo stesso Primo cittadino, consigliere provinciale subentrante, la comunicazione della surroga, sollecitata con apposita nota dal Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao. Gli stessi Consiglieri comunali che, nell’immediato dei fatti, hanno chiesto un incontro urgente al massimo rappresentante del Governo sul territorio.
Il presidente della provincia Occhiuto, crediamo illegittimamente, ha cambiato il primo punto all’ordine del giorno, che nella convocazione del 19 Gennaio riportava testualmente “surroga del Consigliere Pietro Lucisano con il subentrante Antonio Russo et provvedimenti (art. 1 comm.78 n.56/2014 modificato dalla legge n.114/2014)”, sostituendolo, poi, nel pomeriggio di oggi (21 Gennaio) con “Discussione nota prefettizia n. 65423/2015/Area2°/EELL del 29/12/2015 – provvedimenti”.
Non bisogna avere alcuna dote giurisprudenziale per capire che siamo di fronte ad un’usurpazione di potere bella e buona. Per  diversi motivi.
Innanzitutto perché una nota del Prefetto – massima autorità territoriale di tutela della Legge – che prescrive la convocazione del Consiglio provinciale per procedere alla surroga di un consigliere, non si discute. Semmai se ne prende atto. Poi c’è la normativa vigente che non si presta ad interpretazione. La Legge 56/2014 – la stessa citata proprio da Occhiuto nella convocazione – parla chiaro: La  cessazione  dalla  carica  comunale  comporta  la  decadenza da consigliere provinciale”. Nella fattispecie, il Consigliere comunale di Rossano, Pietro Lucisano è decaduto dall’incarico di rappresentante civico e di conseguenza anche da quello provinciale, lo scorso 17 Novembre. E seppure si volesse fare appello allo Statuto provinciale – ammesso che uno Statuto non può avere alcuna priorità sulla Legge – anche in questo caso, Lucisano sarebbe del tutto il legittimato. Perché l’interruzione del mandato comunale è avvenuta per sua espressa volontà e notificata dinanzi ad un notaio.

La domanda nasce dunque spontanea: qual è il motivo di tale ostruzionismo perpetrato nei confronti del Sindaco di una cittadina di oltre diecimila abitanti, e rappresentante di un territorio, la Valle del Trionto, che conta oltre 60mila abitanti? Forse perché, essendo eletto in una lista civica, non ha padroni e non è collegato né attaccato a nessun carrozzone cosentino? Ci saranno forse interessi elettorali (prossimi) dietro a questa scelta?
A questo punto – chiedono i Consiglieri, intenzionati ad adire alle vie legali – la Magistratura faccia chiarezza.

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