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Crosia: Imu, adottato principio di equità

COMUNICATO STAMPA

mirto crosiaLa detrazione dell’IMU sulla prima abitazione non è per agevolare determinate categorie ma per garantire l’equità su quella che è la prima e, in molti casi, l’unica dimora. I “nobili” non si desumono dalla prima abitazione, perché può darsi che un cittadino sia possessore di un solo immobile anche se classificato catastalmente come residenza di lusso. Il dibattito politico nazionale, oltretutto, si sta incentrando sull’abolizione delle tasse sulla prima casa, quindi, se lo poniamo su un principio di equità l’Esecutivo Russo non ha fatto altro che anticipare quello che oggi il Governo sta cercando di attuare.
È quanto fanno sapere gli uffici comunali del settore Finanziario, chiarendo in merito alle inesattezze espresse, nei giorni scorsi, a mezzo stampa, dal Consigliere di minoranza Davide Tavernise.
La legge 147/2013 – chiariscono dall’Enteha istituto la IUC che comprende tre componenti: IMU, TASI e TARI. Fino al 2013 l’IMU si applicava anche sulla prima abitazione. Dall’anno d’imposta 2014 l’IMU è stata abolita sulla prima abitazione escluse le categorie A1, A8 e A9. Questo significa che coloro che il consigliere Tavernise definisce nobili continuano a pagare l’imposta sulla prima abitazione. In luogo dell’IMU sulle restanti prime abitazioni è subentrata la TASI destinata a finanziare i servizi indivisibili. È necessario chiarire anche che le prime abitazioni, soggette oggi alla TASI, hanno un carico fiscale più basso. Difatti l’aliquota TASI è pari a 2,5 per mille mentre quella dell’IMU sulle prime abitazioni è pari al 6 per mille. Essendo l’aliquota IMU sulle categorie A1 A8 e A9 applicata al tasso massimo, queste categorie non sono soggette alla TASI. L’introduzione delle detrazioni sulla prima abitazione consentono di applicare un principio di “quasi” equità sulla prima casa. Dove il “quasi” è d’obbligo, in quanto il carico fiscale dell’IMU è più elevato della TASI, nonostante l’introduzione delle detrazioni. I cosiddetti “nobili” come provocatoriamente definiti da Tavernise, non si desumono dalla prima abitazione, soprattutto perché in moltissimi casi un cittadino è possessore di un solo immobile anche se classificato catastalmente come abitazione di lusso.

Eventualmente potrebbero essere coloro che possiedono più di un immobile. E questi, oltre che pagare l’IMU o la TASI sulla prima abitazione, pagano sui restanti immobili di cui sono proprietari l’IMU al 10,6 per mille. È chiaro – precisano in conclusione dagli uffici comunali – che la detrazione dell’IMU sulla prima abitazione non è per agevolare determinate categorie, ma per garantire l’equità su quella che è la prima, e in molti casi, l’unica abitazione. Infatti, proprio per una questione di equità, il dibattito politico nazionale si sta incentrando sull’abolizione delle tasse sulla prima casa, quindi, l’amministrazione comunale in carica non ha fatto altro che anticipare quello che, oggi, il Governo sta cercando di attuare.

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