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Crosia: consiglio provinciale, Antonio Russo in Prefettura

COMUNICATO STAMPA

ANTONIO RUSSOConsiglio Provinciale, il sindaco Russo, dopo aver invitato formalmente e sollecitato, per ben due volte, il Presidente della Provincia, Mario Occhiuto, all’indizione dell’Assise, per procedere alla surroga del consigliere Lucisano, (decaduto a seguito della rinuncia alla carica istituzionale municipale, nello scorso Novembre 2015), scrive al Prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao. Per diffidare il Presidente alla riunione dell’Assemblea e, in caso di inerzia e inosservanza dell’obbligo, di sostituirsi allo Stesso, nella convocazione.
Il Sindaco, legittimato a subentrare alla carica di Consigliere provinciale, considerata anche l’esclusione dalla surroga di Vincenzo Scarcello, primo dei non eletti e anch’egli dimissionario nel consesso comunale di Rossano, ha atteso per oltre trenta giorni, a fronte dei dieci previsti dalla normativa vigente in materia, che si procedesse alla surroga. Non avendo ottenuto alcuna risposta, nei giorni scorsi ha provveduto ad inoltrare la missiva al Prefetto, inviando gli atti alla Procura della Repubblica, per accertare, in ordine ai fatti esposti, eventuali profili di illiceità penale degli stessi e, per conoscenza, anche al Ministero dell’Interno.
La legge in materia parla chiaro – sottolinea Russo – e non è soggetta ad alcun tipo di interpretazione. In base alla riforma delle Province, che prevede l’elezione passiva alla quale partecipano e sono candidabili solo i rappresentanti istituzionali dei Consessi civici, nel penultimo capoverso del comma 69 dell’art. 1 Legge n. 56/2014 Delrio si stabilisce che “la cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale”. Pertanto non mi spiego il perché un ex Consigliere comunale si trovi ancora a far parte del Consiglio Provinciale, violando una normativa nazionale che precisa bene, anche nel successivo comma 78 dell’art. 1 della stessa legge Delrio, come “i seggi che rimangono vacanti per qualsiasi causa, ivi compresa la cessazione dalla carica di Sindaco o di Consigliere di un comune della provincia, sono attribuiti ai candidati che nella medesima lista, hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata.

Ne deriva che il sottoscritto, con una cifra elettorale di 1555 preferenze, raggiunta nel corso delle consultazioni del 14 Ottobre 2014, preso atto anche delle dimissioni del primo dei non eletti, Vincenzo Scarcello già consigliere comunale di Rossano, risulta essere il successivo nominabile alla carica di Consigliere provinciale. Da avvocato, da Sindaco, da semplice cittadino, credo nella legge e in quelli che sono i principi cardine della Giustizia e della Democrazia. Attendo, pertanto – conclude Russo – che gli organi deputati definiscano la questione nei termini della legittimità.

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