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Cristiana e Marina Smurra, le sorelle degli agrumi: inventiamo lavoro a Sibari

La stabilizzazione dei lavoratori stranieri è essenziale per la loro azienda

Non è un lavoro per tutti. Trovare le persone adatte per coltivare il loro agrumeto è stato spesso complesso per due sorelle imprenditrici, pioniere del biologico rigenerativo nella Piana di Sibari.

In 17 anni di attività, hanno conosciuto diffidenza, raggiri, ruberie. Per questo è ancora più importante, per Cristiana e Marina Smurra di Biosmurra, non perdere Munnawar e Hassan, due ragazzi pachistani che potrebbero essere tra i circa 200 mila lavoratori regolarizzati dal governo.

Con l’emergenza legata al Coronavirus, le due sorelle, che esportano circa il 70% della loro produzione di clementine e partecipano all’iniziativa #AgrifoodPerRipartire del segretariato italiano di Prima (Santa Chiara Lab – Università di Siena), hanno deciso di investire per «far girare l’economia sana». «Ci stiamo inventando il lavoro per tenere con noi le persone che hanno partecipato all’ultima stagione agrumitica, che si è conclusa a gennaio», dice Cristiana all’Ansa, e questi ragazzi, con il permesso di soggiorno scaduto o problemi burocratici, sono “elementi preziosi”, da stabilizzare non per sei mesi – come prevede il decreto Rilancio – “ma per tutto l’anno”.

fonte Ansa.it (Ansa2030)


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