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Crisi e raccomandazioni: nel libro di Domenico Morelli il punto di vista sull’Italia

di SAMANTHA TARANTINO

IMG_20150415_194230_1429732480368“Dal mio punto di vista. Tra crisi e raccomandazioni”. Con questo titolo, il giovane Domenico Morelli si affaccia al mirabolante mondo della letteratura. E tra un rigo e l’altro, intervallati da un ritmo piacevole e fresco, scorrono le visioni e le speranze di occhi adolescenti. Viaggia su un binario a lui conosciuto Domenico.
L’età della preadolescenza raccontata nell’avventura di un anno scolastico di un tredicenne. E dentro il suo racconto si spazia con nonchalance in un’ Italia un po’ mal ridotta «Il protagonista del mio romanzo è una vittima dell’arrivismo che è un mal costume tutto italiano, tant’è che sia la crisi che il pessimo vizio della raccomandazione sono frutto di una mente che vuole autogiustificarsi».
Quasi da navigato psicologo o forse solo da osservatore disincantato, i suoi termini familiari rendono in realtà il pensiero di chiunque di noi. «Ma perché i politici non usano uno sgrassatore per levare le macchie di grasso e togliere l’oscurità dall’Italia? O se comunque ne usano è certamente un prodotto di bassa qualità. Certo le mie sono osservazioni non condivisibili da tutti, ma chi sarebbe disposto ad affermare il contrario? Questo è ciò che vedo». Ed allora da tanta onestà non fa meraviglia anche una divagazione storica, con tanto di critica sulle varie censure e su alcune pagine buie della nostra storia. «Penso che gli Italiani non conoscano molto bene la storia. Per questo motivo si usano termini che generalizzano, forse fin troppo. Ecco perché io sono convinto che per cambiare le cose in Italia ci sia bisogno di una rivoluzione, magari non associandola necessariamente ad una corrente politica». Un po’ novello Pirandello che attraverso le sue maschere descriveva un’intera società, ci sono proprio tutti i caratteri a completare il quadro. «Il personaggio del professor Forloni che usa la violenza per esprimersi, non è altro che una figura meschina, un essere nullo della società. La violenza è sempre condannabile in tutte le sue forme e mai giustificabile. Oppure il compagno che ho chiamato Andreotti, che sembra essere il rivale del mio protagonista. In realtà è solo il mezzo del suo arrivismo».
Davvero c’è proprio tutto nel Punto di Vista di Domenico. E così tra la musica metal degli Iron Maiden e l’adorato Stephen King, si ergono netti i due capisaldi del suo giovane percorso di vita. La famiglia e la sua città. Una certezza ed un calore che solo l’ambiente familiare può dare. E ogni pagina che si sfoglia odora di famiglia. E la città? E come se in bicicletta tra le vie del centro storico di Rossano passeggiasse insieme a lui anche il lettore. «La mia non è stata una scelta casuale. Mi sono detto ma perché non far conoscere la mia città e metterla in risalto? Che cosa le manca? Ha tutto».
Ed allora certi che Domenico possa essere un esempio per altri giovani come lui, che hanno voglia di cambiare il mondo non urlando, ma facendo parlare di sé attraverso la scrittura, le sue parole per noi sono una promessa «Io voglio arrivare a tutti gli Italiani». E se non si pensa in grande a quest’età non lo si fa più. Intanto noi siamo pronti per una prossima avventura letteraria.

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