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Covid, Odifreddi all’Eco dello Jonio: «Con un altro governo non avremmo avuto tutti questi morti»

Il matematico di fama internazionale, in vacanza in Calabria a Calopezzati, ha rilasciato una lunga e articolata intervista alla nostra testata

L’ora è quella del caffè. Appena bevuto… Siamo sul mare limpido e calmo di Calopezzati, al Lido “Los Triontos” dove il Prof. Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico, saggista e accademico di fama internazionale, ormai da due anni trascorre la sua vacanza calabrese. Lo sguardo è rilassato e felice ed i suoi occhi oggi sono azzurri come il cielo di una giornata rovente di agosto. Il Prof. Odifreddi mi accoglie con grande gentilezza ed accetta, con estrema disponibilità, la mia proposta di concedermi una intervista per L’Eco dello Jonio. Ieri sera è stato in diretta in collegamento dal Convento dei Riformati di Calopezzati su Rete 4 nel programma “Stasera Italia” e ciò che ha detto mi ha facilitato di molto il compito perché molte delle domande che ho intenzione di rivolgergli nascono da ciò che ho ascoltato ieri sera.

Prof. Odifreddi, qual è il suo rapporto con la Calabria? La Calabria la conosco molto bene poiché sono stato in questa regione tante volte per conferenze, spettacoli e, soprattutto, perché anni fa mi recavo a Crotone, la patria di Pitagora, per il “Festival Pitagorico”, che si teneva nel mese di maggio. Lì ogni anno si assegnava il Premio Pitagora (che consisteva in 50.000 euro), e per tre anni sono stati premiati matematici di grandissimo valore. Recentemente sono stato ospite del circolo degli avvocati di Reggio Calabria perché avevano fatto un evento annuale ed io sono andato a tenere una conferenza. Quindi la Calabria la conosco bene.

A Calopezzati, invece, cosa l’ha colpita di più e, più in generale, se dovesse fare uno spot per convincere un amico a venire qui per una settimana di vacanza quali argomenti userebbe? Io frequento Calopezzati ormai da due anni. Sono ospite, con mia moglie, di amici locali e ci troviamo molto bene. Certo, non potrei dire ad un amico: se vuoi andare a Calopezzati vai ospite dagli amici che hanno ospitato me così ti troverai benissimo… Quindi è una situazione anomala anche perché non so dirti come mi sarei trovato se fossi venuto qui da solo. Quello che però mi piace molto di Calopezzati è che non è una località di turismo di massa e, quindi, la spiaggia è tranquilla, non ci sono calche e, quindi, è un ottimo posto per trascorrere le vacanze.

Cambiamo argomento ed andiamo sull’attualità. Lei nei mesi scorsi ha dichiarato, ospite del programma di approfondimento settimanale ‘Punto Esclamativo’, realizzato da Loft Produzioni e condotto da Luca Sommi: “Come l’Italia ha gestito la pandemia? Io avrei preferito vedere anzitutto un governo tecnico e poi ovviamente un governo di unità nazionale“. Lei ritiene che con un governo tecnico e di unità nazionale l’Italia avrebbe potuto avere meno vittime delle 35.430 avute fino ad oggi?Sono sicuro di questo. Soprattutto, sono certo che con un governo tecnico e di unità nazionale avremmo meno vittime di quelle che ci saranno in seguito perché siamo in un periodo in cui è abbastanza evidente che i contagi del virus iniziano a risalire ed un governo tecnico non avrebbe degli interessi diretti che, invece, i politici hanno per appagare i loro elettori al fine di farsi rieleggere e, quindi, potrebbe prendere delle decisioni giuste che in questi casi dovrebbero essere assunte anche dal punto di vista scientifico. I politici purtroppo devono mediare tra quello che si deve fare e quello che si può fare. In questo momento, inoltre, il governo di unità nazionale sarebbe stato doveroso proprio perché quella che stiamo vivendo è una emergenza nazionale: quindi non c’è una parte della popolazione o una parte del Paese che è colpita ma siamo colpiti tutti.

Una valutazione sull’attuale governo? È un governo raffazzonato, fatto di due partiti che si sono messi insieme con l’unico scopo di mantenere il potere finché si andrà alle elezioni poiché dopo verranno spazzati via o dimezzati e questa, ovviamente, non è proprio la motivazione più elevata che si può avere in politica. Uno di questi partiti, cioè il M5S, dice di essere per la democrazia diretta. Democrazia diretta vuol dire votare anche se loro credono che democrazia diretta vuol dire chiedere a 50.000 persone sulla piattaforma Rousseau cosa devono fare gli 11 milioni che votano ad ogni elezione… Per questa ragione, dicevo, bisognerebbe dar vita ad un governo di unità nazionale. Non solo perché il momento di bisogno è nazionale ma anche perché questi partiti non rappresentano sicuramente la nazione ma ne rappresentano una parte probabilmente minoritaria. Quindi la democrazia, come minimo, dovrebbe essere al massimo la dittatura della maggioranza e non delle minoranze. 

Sempre a ‘Punto Esclamativo’ ha affermato: “Secondo me basta guardare le classifiche, purtroppo pessime, dei contagi, dei morti e si vede subito che siamo al quarto posto. Ai primi tre posti ci sono paesi come gli Stati Uniti, il Brasile e l’Inghilterra: quei tre paesi hanno dei leader penosi, che sono Trump, Bolsonaro e Johnson. Noi siamo subito dopo, non so se, se ne possono trarre delle conseguenze da questo fatto”. Ad oggi in Italia abbiamo avuto 35.430 vittime di Covid-19. In Germania 9.331. Il nostro Premier Conte è un Avvocato e in Italia sono molto pochi i cittadini che sanno cosa sia il fattore R0. In Germania il Premier è Angela Merker, una fisica quantistica che ha spiegato benissimo ai cittadini tedeschi cosa sia il fattore R0. Facendo un discorso logico, ed osservando i numeri, possiamo concludere che Lei ha ragione? (Risata). Bene, dal mio punto di vista, ovviamente si. Oggi, rispetto a qualche mese fa, le classifiche sono leggermente cambiante. Però rimane il fatto che alcuni Paesi hanno avuto un numero di vittime spropositate. Per quale motivo la Germania ha avuto 9.000 vittime, noi 35.000 e l’Inghilterra 45.000? È ovvio che in parte le vittime dipendono dal modo in cui è stata affrontata la situazione. Johnson l’ha fatta proprio grossa: cercava l’immunità di gruppo e, quindi, agli inizi non ha fatto nulla per vedere cosa succedeva e poi quando si è accorto che sarebbe andata molto male ha cercato di correre ai ripari ed il risultato e che loro hanno 10.000 vittime più di noi. Diecimila persone non sono mica poche! Perché quando in Italia certi partiti fanno la battaglia contro la criminalità, per esempio, se uno osserva le cifre si rende conto che la criminalità organizzata in Italia determina omicidi per 600 persone all’anno. I morti per droga sono 1.000. Le vittime per incidenti stradali sono 6.000. Cioè, non c’è paragone tra le enormi battaglie politiche che poi, tra l’altro, fruttano anche molti voti, e quello che, invece, noi stiamo rischiando adesso. Quindi è abbastanza strano che non si affronti ancora oggi seriamente questo problema ed è ancora più strano che non vi siano parti politiche che negano il problema e, addirittura, questa è la cosa più vergognosa di tutte, che vi siano anche parti scientifiche. Ovvero che vi siano certi virologi che per motivi puramente politici sono disposti a minimizzare le cose ed a dire “aprite!”, “non prendete precauzioni”, addirittura ho sentito dire “il virus non c’è o se c’è stato ora non c’è più”, e così via. Quindi, di certo, il nostro Paese è un po’ un Paese pulcinella…

Insomma, Prof. Odifreddi, in conclusione i governi d’Inghilterra ed Italia non sono andati bene mentre la Germania di Angela Merkel, numeri alla mano, ha affrontato il problema in modo certamente migliore? La Merkel è laureata e, addirittura, dottorata avendo fatto la ricercatrice, in fisica e quindi una cultura scientifica in occasioni come queste è molto importante. Perché altrimenti i politici poi diventano preda dei consiglieri scientifici e quando, quest’ultimi, sono a loro volta preda degli interessi politici avviene un corto circuito che determina gravi problemi. Noi italiani siamo un Paese a metà tra l’azzardo inglese ed il rigore tedesco: ed i numeri purtroppo lo dicono…

Cosa l’ha colpito di più, in peggio, di ciò che è accaduto in Italia nelle ultime settimane? Il dibattito sulla scuola. Ogni settimana ci sono uno o due provvedimenti. Tutte le volte cambiano e non abbiamo ancora neanche capito come saranno i banchi perché tutte le settimane ci dicono che saranno diversi. Mi chiedo: non si può forse pensare prima di parlare? Organizzare e poi parlare dopo che uno ha fatto e, quindi, comunicare? I media poi, in parte, hanno anche la loro colpa, perché pretendono di avere le notizie prima e, quindi, a volte annunciano indiscrezioni che poi non corrispondono alla realtà e questo genera una strutturale confusione. Tutto ciò dovrebbe cambiare.

L’Italia a marzo ed aprile scorsi, quando i casi di Covid-19 nel mondo erano meno di 100.000, ha vissuto un momento terribile in cui abbiamo purtroppo dovuto osservare le camionette militari che da Bergamo prelevavano le vittime per dargli una sepoltura dignitosa in altre città perché nel loro cimitero non c’era più posto. Oggi che nel mondo vi sono oltre 20 milioni di contagi, secondo Lei, cosa ci aspetta? Ci attende un periodo molto duro. Quanto sarà lungo dipenderà dal tempo che occorrerà ad ottenere un vaccino credibile ed efficace. Quindi occorrerà un po’ di tempo affinché il problema venga superato. Inoltre poiché siamo di fronte ad una Pandemia, quindi “Pan”, appunto universale, diventerà difficile nell’immediato continuare a viaggiare come si faceva prima anche perché man, mano che alcuni stati supereranno definitivamente il problema avendolo avuti per primi, ve ne saranno altri che continueranno ad averlo… Io credo che ci vorrà almeno un anno o due prima che si ritorni in una situazione normale.

Prof. Odifreddi, c’è qualcosa che l’ha fortemente delusa di ciò che è accaduto? Certo. A me sembra che nessuno abbia colto l’occasione di riflettere su quanto accaduto per cogliere l’occasione di migliorare. Siamo stati costretti a fermarci e, credo, sarebbe stato utile riflettere su ciò che c’era prima per evitare di ripetere certi errori. Una volta che tutto sarà finito noi vogliamo ricominciare esattamente da dove eravamo prima oppure vogliamo evitare in futuro, ad esempio, di finanziare industrie dannose? Ne dico una: è certo che se noi fabbrichiamo armi il PIL sale però se uno ha una certa morale forse la vendita di armi non dovrebbe essere un traguardo da perseguire. Oppure, si può continuare a produrre cose inquinanti? Quindi, più in generale, si dovrebbe cogliere questa occasione per ripensare il modo in cui noi viviamo ed il modo in cui ci sviluppiamo e questo, fino ad oggi, non l’abbiamo fatto. Non mi sembra che lo si voglia fare. Anche perché a me non sembra che prima della pandemia le cose andassero così bene soprattutto nella parte “migliore” del Paese. A me non sembra un caso, a tal proposito, che in Lombardia ed in Veneto ci siano stati il maggior numero di casi e di vittime…

Cosa si augura, infine, che possa accadere nell’immediato? Appunto questo: che ciò che è accaduto stimoli una riflessione; che tante persone non siano morte invano. Che possa partire una riflessione profonda al fine di cogliere l’occasione di cambiare e di migliorare. Ancora siamo in tempo per ragionare su come possiamo creare le condizioni per un Paese ed un mondo migliore.

di Fabio Pugliese


 

 

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