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Covid-19, oggi nella Sibaritide un solo nuovo caso. È a Corigliano-Rossano

Rallenta l’ondata di contagi ma la strada è ancora lunga. Si attende l’esito di diversi tamponi mentre i sanitari ancora sono a lavoro per circoscrivere i focolai

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Sembra rallentare l’ondata pandemica da Covid-19 sullo Jonio. Ma potrebbe essere solo un’illusione. Oggi nella Sibaritide si registra un solo nuovo caso e si trova a Corigliano-Rossano dove dal 22 agosto è divampato un mega cluster che ha innescato diversi focolai che porta a 22 i casi totali nella terza città della Calabria.

È quanto conferma il responsabile del dipartimento di igiene e sanità pubblica dell’Asp di Cosenza per i distretti Jonio nord e Jonio sud, Martino Rizzo. Che, insieme ai suoi uomini è all’opera giorno e notte per circoscrivere e arginare l’ondata di contagio che ancora non si riesce a capire quando e da cosa possa essere stata generate.

Sicuramente ci troviamo difronte ad una seconda ondata più veloce e violenta rispetto alla prima, che durante la primavera scorsa ha fatto salire il numero dei contagi a 42. Oggi, infatti, Corigliano-Rossano conta 4 ricoverati (il cittadino trovato positivo oggi è stato anche lui trasferito presso il reparto di malattie infettive dell’Annunziata).

Nell’intera Sibaritide, invece, abbiamo oggi 33 contagiati e 7 ricoverati: una percentuale altissima. Sintomatico che forse, da queste parti, la Sars-Cov-2 ha un’azione più virulenta rispetto a qualche mese fa.

«Bisogna stare molto attenti – ha ribadito Martino Rizzo – e non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Il costante e attento utilizzo delle mascherine, del distanziamento sociale e della continua igiene personale sono strumenti fondamentali per arginare il virus».

Come sta procedendo in queste ore? «Stiamo monitorando – aggiunge Rizzo – i focolai attivi e sicuramente troveremo positività nei prossimi giorni nella cerchia familiare dei già contagiati. Ma non è tanto questo che preoccupa ma casi come quello emerso stanotte (il nuovo positivo di oggi, ndr) del quale non si conosce l’origine. Quindi bisognerà andare di più a fondo per capire se è davvero esploso un nuovo focolaio». Che a questo punto potrebbe essere il quinto in poco più di 15 giorni.


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