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Covid-19 nella Sibaritide: al momento ci sono 37 casi attivi (7 ricoverati)

A Corigliano-Rossano il numero più alto di positivi che sale a 25 (4 ricoverati) e intanto si attende l’esito di oltre un centinaio di tamponi

È senza dubbio una situazione critica quella che sta interessando la Sibaritide, impegnata ad affrontare quella che – di fatto – è la seconda ondata pandemica da Sars-Cov-2. Dal 23 agosto ad oggi (primo caso rilevato a Cariati del turista campano poi deceduto lo scorso 5 settembre) sono 38 i casi di contagio da coronavirus (37 quelli attualmente attivi).

Un’impennata che è stata una vera e propria fiammata. Alcuni sono casi di ritorno di persone rientrate da altre regioni d’Italia e dall’estero dove il virus è attivo in forma virulenta; altri, invece, sono focolai la cui origine (ancora incerta) si è sviluppata all’interno del territorio.

LA SITUAZIONE A CORIGLIANO-ROSSANO

È il caso di Corigliano-Rossano dove i 5 focolai attivi potrebbero avere avuto origine proprio nella cerchia dei contatti autoctoni, quindi di provenienza incerta. Una situazione che ha portato i sanitari dell’unità speciale dell’USCA, coordinati dal dottor Martino Rizzo, a rilevare la presenza (al momento) di ben 25 contagi di cui 4 ricoverati presso l’unità operativa di malattie infettive di Cosenza. Un lavoro massacrante, quello dei sanitari, che ormai rimangono quotidianamente in mezzo al pericolo.

Ma potrebbe non essere finita qui. Il solo caso rilevato ieri a Corigliano-Rossano non significa certo che la fase critica è alle spalle. Meglio, tutti sperano (speriamo) che possa essere così, ma si attende l’esito di oltre 100 tamponi effettuati nel corso degli ultimi giorni il cui responso potrebbe riservare qualche conferma sulle positività di quanti si trovano nella cerchia stretta degli attuali contagiati.

RAPPORTO POSITIVI/RICOVERATI: UN DATO ALLARMANTE

C’è un altro dato che preoccupa ed è la percentuale dei ricoverati (7) rispetto ai casi positivi attuali (37): rappresentano il 18.9%, molto più alto rispetto alla media regionale che è del 13.4% (223 casi attivi e 30 ricoverati) e abissale rispetto a quella nazionale che è ferma al 5.6% (32.993 casi attivi e 1.861 ricoverati). Questo potrebbe significare tante cose. Su tutte: o che il virus a queste latitudini ha iniziato a girare con una carica virale più elevata rispetto ad altre parti oppure che in giro ci sono ancora tanti positivi asintomatici o paucisintomatici di cui non si conosce ancora la loro condizione di salute.

AL VIA LO SCREENING ANCHE SU ALCUNE SOCIETA’ SPORTIVE

Intanto proseguono le attività di screening a tappeto a Corigliano-Rossano. Stamattina i sanitari dell’Usca sono impegnati nel “tamponare” una squadra di calcio; verifica che probabilmente potrebbe proseguire e interessare anche altre realtà sportive della terza città della Calabria.

LA SITUAZIONE NELLA SIBARITIDE

Fatta eccezione per il focolaio di Cassano Jonio, già circoscritto e isolato, dove sono stati individuati 7 cittadini positivi di cui 1 ricoverato a Cosenza, si contano altri 5 contagi attivi su tutto il territorio: 1 a Crosia (legato ad un focolaio di Corigliano-Rossano), 1 a Mandatoriccio (ricoverato a Cosenza); 1 a Paludi (legato ad un focolaio di Corigliano-Rossano); 1 a Roseto Capo Spulico (caso di rientro ricoverato a Cosenza); 1 a Trebisacce (caso circoscritto).


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