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Covid-19, i medici di Fratelli d’Italia: «Valorizziamo l’assistenza domiciliare»

Il messaggio del chirurgo Luigi Filippelli è rivolto al sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi

«Nel condividere messaggio e contenuti, con particolare riferimento all’assistenza territoriale, del documento-proposta di Fratelli d’Italia inviato all’attenzione del Sindaco, Flavio Stasi, nella sua qualità di Autorità sanitaria locale, invito ad una riflessione che spero possa essere condivisa, a partire da tutti coloro che operano nella Sanità a qualsiasi livello». Lo afferma Luigi Filippelli già primario chirurgo all’ospedale spoke di Corigliano-Rossano.

«Sento, infatti, parlare di medicalizzazione, ovvero di far rientrare nelle competenze della medicina anche ciò che è sociale. In realtà bisognerebbe parlare, per avere poi strutture e competenze all’altezza del compito, di Epidemiologia ed Organizzazione Socio-Sanitaria, l’unica capace di dare risposte concrete alla società perchè se è vero che la malattia si ripercuote sul sociale e anche vero che la disoccupazione e la carestia si ripercuotono sul sanitario».

«Sento parlare – sottolinea Filippelli – di centri covid come “grande scoperta” dimenticando o ignorando che la tubercolosi aveva i suoi centri o ospedali: a Cosenza c’era il Mariano Santo, a Rossano a “Penta” c’era l’Ospedaletto ove afferiva la tubercolosi, la sifile, il Morbo di Hansen. La riorganizzazione socio-sanitaria del territorio – aggiunge Filippelli – con strutture sanitarie della prevenzione è la vera prerogativa. Evitare che il cittadino si ammali viene prima della migliore terapia che si possa offrire. Guardiamo alla tradizione medica noi, che della tradizione, facciamo il nostro abito».

«Nella proposta di Fratelli d’Italia – conclude Filippelli – si sottolinea la necessità che si debba far ricorso ad nuovo modello di assistenza territoriale, così come prevede la normativa vigente, basato su strutture quali l’Unità speciale assistenziale e l’Assistenza Domiciliare Integrata ma anche l’Infermiere di Famiglia. Un sistema organizzativo che ben si concilia con i bisogni della Comunità locale e con i servizi sociali. Nell’ambito dell’Assistenza territoriale un ruolo certamente non secondario tocca ai servizi socio-assistenziali in collaborazione con il Terzo Settore, in particolare quando la sua operativita’ diventa anche impresa sociale».


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