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Cosa sono quelle poesie attaccate sui muri? A Rossano è arrivato il MeP

DI JOSEF PLATAROTA

Nell’ultima settimana le strade di Rossano si sono svegliate con dei fogli appiccicati sui muri. Avvicinandosi ci si rende conto che la carta prende vita con delle poesia. “Grazie/ per aver visto in me/ musei/ dove io ho visto solo/ corridoi vuoti”. Questi sono alcuni dei tanti versi che campeggiano in giro per le vie cittadine.

Ma di cosa si tratta? Rossano è come Roma, Torino, Bologna e Milano in cui è arrivato il MeP, cioè il Movimento per l’emancipazione della poesia, un’iniziativa che si potrebbe collocare in una vera e propria opera di marketing creativo per riavvicinare le persone alle parole e alle emozioni.

Il Movimento artistico anonimo e apolitico nasce a Firenze nel 2010 per poi propagarsi velocemente in tutta la penisola. Un progetto di comunicazione poetica alternativa. L’obiettivo è quello di portare le poesie agli individui delle comunità, di distoglierle da i propri impegni e dai singoli pensieri giornalieri e farli entrare nel mondo della prosa, uno dei pochi in cui è possibile comunicare ancora pensieri ed emozioni.

Si legge nel manifesto costituente “Ad oggi la poesia non possiede, nella volgare società contemporanea, il ruolo che dovrebbe, per ragioni culturali e storiche, spettarle. […]  Il MEP si propone di restituire alla poesia il ruolo egemone che le compete sulle altre arti e al contempo di non lasciarla esclusivo appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade e nelle piazze. Gli atti coi quali intendiamo fare ciò sono molteplici, e non disdegniamo la prepotenza di alcuni di essi, poiché contrariamente a una lenta e pacifica opera di sensibilizzazione, azioni di forte impatto sono in grado di sortire immediatamente il proprio effetto. Cerchiamo, laddove possibile, di far perno su quella proprietà intrinseca della parola scritta per la quale risulta impossibile per chiunque getti su di essa lo sguardo non leggerla, in quanto la parola si fa leggere e decodificare nel momento stesso in cui viene vista“.

Qualcuno potrebbe storcere il naso nel vedere nei fogli attaccati con la colla come delle affissioni abusive figlie di un comportamento screanzato. Ma non è così. Precetto fondamentale del Movimento per l’emancipazione della poesia è quello di scegliere muri scrostati e trasandati, con l’assoluto divieto di attaccare poesie su edifici pubblici, monumenti oppure chiese. Insomma, sdoganare il sublime. Ogni foglio A4 presenta il timbro distintivo del movimento artistico. Si scrive di amore, di solitudine, si cita Marx, ci si spoglia per gettarsi in pasto alla sensibilità altrui. Alla fine dei versi c’è la firma, a mo’ di indicizzazione poetica, una lettera puntata e a fianco un numero.

Una bella iniziativa che, sicuramente, è stata portata avanti da ragazzi di questa città. Un dolcissimo, quanto beneaugurante atto vandalico votato alla bellezza per dimostrare come le nuove generazioni hanno ancora tanto da dare, da regalare e da esprimere, allontanando il cliché di una gioventù avviluppata nei social e nelle vacuità. C’è tanto campo da mietere ed è fatto di parole, cose, bellezza e poesia.


 

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