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Coronavirus, il sindacato di Polizia denuncia il pericolo di contagio negli uffici

«Serio rischio di contagio di malattie infettive per gli operatori dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Cosenza»

coronavirusIntervistato sui pericoli legati al contagio da Coronavirus, Renato Guaglianone, Segretario Generale Provinciale del sindacato di Polizia LeS (Libertà e Sicurezza) per la provincia di Cosenza ribadisce come «vi sia un serio rischio di contagio di malattie infettive per gli operatori dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Cosenza e per tutte le persone che devono accedervi per svolgervi le rispettive pratiche. In effetti noi poliziotti non siamo per nulla tranquilli perché in questo particolare periodo, in cui in tutto il mondo è stato lanciato l’allarme per la possibile propagazione del Coronavirus 2019-nCoV proveniente da alcune zone della Cina, gli operatori impiegati negli Uffici della Polizia di Stato della Provincia di Cosenza sono seriamente esposti ad un possibile contagio dovuto a questo virus.

Purtroppo molti dei nostri uffici per ragioni logistiche, accolgono gli utenti in spazi angusti e privi anche di un adeguato ricambio d’aria, creando di fatto un luogo che la sanità pubblica consiglia di evitare  e purtroppo, siamo venuti a conoscenza che già dalla fine di gennaio, alcuni Poliziotti, per motivi lavorativi hanno avuto contatti con persone provenienti da città cinesi, adesso isolate come Zhejiang, Sichuan. Tuttavia, dopo aver opportunamente segnalato il problema a chi di dovere non è stato ancora preso alcun provvedimento per quanto riguarda la protezione degli utenti e dei Poliziotti, né per la profilassi dei colleghi che sono stati a contatto con le persone potenzialmente contagiate dal Coronavirus.

IMPLEMENTARE UN SERVIZIO DI DISINFETTAZIONE

Le condizioni di lavoro in cui giornalmente i Colleghi degli uffici P.A.S.I. (Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione) della questura della provincia di Cosenza non assicurano nessuna protezione dal contagio. Infatti, a tutt’oggi non è stato previsto nessun protocollo di prevenzione per evitare il contagio; né c’è stata alcuna distribuzione di mascherine, guanti in lattice o altro dispositivo di protezione. Vorremmo che chi entra nei nostri uffici si possa sentire sicuro anche sotto l’aspetto sanitario, distribuire delle mascherine e posizionare dei dispositivi per la disinfettazione delle mani per gli avventori, non penso che sia cosi oneroso, ma anche se lo fosse, la salute delle persone non ha prezzo.

Inoltre, andrebbe anche implementato un servizio di disinfettazione più accurato nei nostri uffici dove soggiornano per diverse ore cittadini che provengono da diverse parti del mondo e, spesso, per le loro pratiche si presentato con i propri figli a seguito, che giocano e toccano arredi e pavimenti. Sicuramente una situazione che desta preoccupazioni!».


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