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Coronavirus, la Chiesa si prepara alla “fase due”: messe a numero chiuso?

Il premier Conte, nell’ampia intervista a Repubblica, affronta anche il tema della riapertura delle Chiese

Le celebrazioni sui social sono state utilissime in piena emergenza, ma adesso anche la Chiesa ha voglia di tornare alla normalità.

In attesa del decreto sulle riaperture del 4 maggio, il premier Conte, nell’intervista sull’edizione odierna di “Repubblica”, prova a fare il punto sull’argomento:

Tra le riaperture in vista c’è anche quella delle Chiese. Ci saranno messe a numero chiuso?

«Abbiamo sollecitato al comitato tecnico-scientifico l’indicazione di nuove regole per le cerimonie religiose. Auspichiamo di poter venire incontro all’esigenza, fondamentale per i credenti, di accostarsi ai sacramenti. Una privazione che questa emergenza ci ha portato e che personalmente ho trovato particolarmente dolorosa, è la rinuncia ai funerali che significano anche un ultimo gesto di raccoglimento e di affetto nei confronti delle persone care che ci lasciano».

In attesa della decisione definitiva, si ipotizza la celebrazione delle messe con un gruppo di fedeli proporzionato alle dimensioni dell’edificio e per regolare l’afflusso potrebbe esserci un volontario all’ingresso che poi assegnerà anche i posti a sedere.

Nella fase di passaggio tornare a celebrare sull’altare davanti ai fedeli non sarà sicuramente come prima. Ci si dovrà adeguare alle indicazioni sanitarie nel massimo rispetto di chi partecipa alle funzioni religiose, ma resta viva la necessità di riprendere le celebrazioni della messa domenicale e dei funerali in chiesa oltre che battesimi, cresime, comunioni.


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