Home / Breaking News / Corigliano, Siinardi: accertamenti antimafia in corso

Corigliano, Siinardi: accertamenti antimafia in corso

coriglianoL’ex assessore al bilancio di Corigliano, Enzo Claudio Gaspare Siinardi, si lascia andare a qualche esternazione circa i procedimenti di accesso agli atti per la verifica di eventuali infiltrazioni mafiose nei comuni di Corigliano e Cassano all’Ionio. A seguito del commissariamento di quest’ultimo, molti a Corigliano – a detta dello stesso Siinardi – avrebbero tirato un sospiro di sollievo. “Non riesco davvero a comprendere l’atteggiamento di coloro i quali, all’atto di scioglimento di Cassano abbiano esultato. Come se, in qualche modo, la procedura di accesso che ha interessato Cassano fosse legata a doppio filo quella che riguarda Corigliano; oppure che le risultanze dell’una escludessero, evidentemente, l’altra.

Ebbene, mentre la procedura di accesso nella Città di Cassano può sicuramente dirsi, conclusa con la decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Consiglio Comunale Cassanese, per Corigliano, invece, il procedimento di accesso ed accertamento, non è ad oggi affatto concluso. E, infatti, se è pur vero che, allo stato attuale, il Ministero degli Interni non ha sottoposto all’attenzione del Consiglio dei Ministri, relativamente a Corigliano, alcuna eventuale proposta di scioglimento,  è altrettanto vero come, lo stesso Ministero dell’Interno, e sempre alla data di oggi, di contro non ha neppure ancora provveduto ad emanare alcun “decreto di conclusione del procedimento”; che attesti ufficialmente per Palazzo Garopoli l’eventuale “insussistenza dei presupposti per lo scioglimento”.

CORIGLIANO, IL MINISTERO DELL’INTERNO DOVRA’ PERCORRERE TRE ALTERNATIVE

Dunque, per coloro i quali non l’avessero ancora capito il Ministero dell’Interno, entro e non oltre il 22 di dicembre prossimo, dovrà percorrere obbligatoriamente e necessariamente una delle tre seguenti alternative:

1) Proporre al Consiglio dei Ministri lo scioglimento del Consiglio Comunale di Corigliano, previa verifica della eventuale sussistenza di infiltrazioni/condizionamenti mafiosi.

Oppure:

2)  Emanare un “decreto di conclusione del procedimento” ufficiale, il quale attesti l’eventuale insussistenza dei presupposti per lo scioglimento;

Oppure:

il Ministero dell’Interno nell’ipotesi in cui non sussistano né i presupposti per lo scioglimento, né quelli per l’emanazione di un decreto negativo di accertamento, può riservarsi di adottare, sempre a mezzo decreto ministeriale, dei veri e propri provvedimenti “ad personam”. Infatti:

3) “Anche nei casi in cui non sia disposto lo scioglimento, qualora la relazione prefettizia rilevi la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell’ente locale, con decreto del Ministro dell’interno, su proposta del Prefetto, è adottato ogni provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto e ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell’ente, ivi inclusa la sospensione dall’impiego del dipendente, ovvero la sua destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte dell’autorità competente.”

Ad oggi, Mercoledì 29 Novembre, il procedimento di accesso ed accertamento riguardante l’Amministrazione Coriglianese non si è ancora, evidentemente, esaurito. In quanto il Ministero dell’Interno, come detto, non ha ancora né proposto lo scioglimento del Comune; né ha provveduto ad emanare l’apposito decreto di accertamento negativo; né, infine, ha adottato provvedimenti “ad personam”.

Commenta

commenti