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Corigliano Rossano, Udc: centro destra come guida per la nuova città

corigliano rossanoRiceviamo e pubblichiamo un intervento di Giandomenico Federico, Dirigente Udc, sulla necessità che il centro destra territoriale contribuisca alla nuova classe dirigente di Corigliano Rossano.

Sono certo che il progetto di fusione Corigliano-Rossano, ormai entrato nella fase concreta di attuazione, porterà anche alla costruzione di una nuova classe politica, con un’idea rinnovata di Amministrazione pubblica e una visione di sviluppo del territorio davvero sinergica e ricca di prospettive. Quella che, in sintesi, sappia andare ogni oltre steccato di personalismi e idealismi. Certo, però, negli ultimi trent’anni, il Centro Destra tutto, composto in ogni sua forma e di tutti i suoi protagonisti, ha tracciato in questo territorio e particolarmente in queste due grandi città che oggi si sono ricongiunte, un solco indelebile, ha dato un’impronta programmatica e una spinta decisiva mirata al progresso di quest’area.

Ecco perché auspichiamo che tutte le anime protagoniste di questo piccolo ma importante processo che ha fatto storia politica, amministrativa e istituzionale in Calabria possano ritrovarsi, insieme, a discutere e dialogare. Ovviamente senza forzature. Perché si dovrà camminare insieme, senza passi in avanti, senza rivendicare primogeniture; senza l’ingordigia o la presunzione di essere portatori indiscussi di verità. Perché se da un lato il centro destra territoriale ha costruito tante cose buone e non ultima proprio la fusione, è pur vero che dall’altro, in alcune definite aree, ha avviato un processo tremendo di rinnegazione che per poco ha rischiato che tutto quanto fatto di buono venisse demolito nel battere di una ciglia.

CORIGLIANO ROSSANO, SI CHIEDE AL COMMISSARIO E AI SUB-COMMISSARI DI ADOTTARE LA LINEA DURA

Quindi andiamo avanti fiduciosi e consapevoli del contributo che partiti e movimento del centro destra potranno dare alla nascente classe dirigente. Nel frattempo però, non possiamo assurgere al ruolo di spettatori in questa delicata partita di formazione della nuova realtà comunale. Confidiamo nelle competenze e nella correttezza di un commissario, il prefetto Domenico Bagnato, che porta nella sua storia di uomo dello Stato un curriculum di indubbio valore. Serviva una persona integerrima a governare questo processo e crediamo che in questo non verrà meno il suo impegno. Evidenziamo, allo stesso tempo, le criticità, alcune fisiologiche del post fusione altre invece patologiche dell’apparato burocratico delle due città. Manca la manutenzione e mancano i riferimenti per i servizi. E questo mette a rischio le speranze e le attese che i cittadini hanno riposto nella nuova Città Corigliano-Rossano.

Ecco, allora, che chiediamo al commissario e ai sub-commissari di adottare la cosiddetta linea dura. È ora che i cittadini hanno bisogno di maggiore risposte e di vedere crescere l’entusiasmo nei confronti della terza città della Calabria. Se ci areniamo o peggio, se ci addormentiamo, sui problemi ordinari della città questo darà un duro colpo al futuro. Perché i problemi che si evidenziano ora, dalla mancanza di manutenzione sulle strade piuttosto che degli spazi verdi per finire a curiosi intoppi nell’erogazione dei servizi, non sono frutto di incapacità amministrativa; bensì del lassismo e della inoperosità di alcuni uffici. Si richiamino i funzionari e dirigenti. Perché a loro, soprattutto in questo avvio di fase nuova di assolvere ai doveri con responsabilità, è demandato il compito di gestire l’ordinaria amministrazione. Lo facessero, senza se e senza ma.

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