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Corigliano-Rossano: tra problemi, decenza e mancato rispetto delle Istituzioni

Corigliano Rossano

di SERAFINO CARUSO

I limiti della decenza e del buon senso, quando si parla dell’operato degli altri, dovrebbero essere tenuti sempre in debita considerazione. Purtroppo ciò non sempre avviene. C’è critica e critica: quella costruttiva e quella offensiva. La prima va bene, la seconda va rispedita sempre al mittente. Così come fatto stamattina dall’organo commissariale straordinario della città di Corigliano-Rossano, guidato dal Prefetto Domenico Bagnato e composto dai sub Commissari Emanuela Greco, Michele Lizzano e Domenico Giordano, i quali hanno replicato con toni fermi e decisi, seppur garbati, alle ennesime invettive gratuite contro una squadra commissariale che sta guidando la nuova grande città di Corigliano-Rossano soltanto da poco più di quattro mesi. Mugugni più o meno celati, offese manifeste che si ripetono a scadenze periodiche regolari, critiche fuori da ogni logica di buon senso. Una risposta ineccepibile, quella dell’organo commissariale, sotto ogni profilo e che condividiamo sia nella forma che nella sostanza. Le osservazioni e le rimostranze all’operato di chi governa ci possono, anzi ci devono stare. Ma non basta che siano obiettivamente riferite a qualcosa o qualche provvedimento: è necessario siano misurate nei termini e nel linguaggio, non offensive, fondate e rispettose della verità oggettiva e sostanziale.

I problemi di Corigliano e di Rossano per i quali la squadra commissariale è stata accusata di incapacità e di mancanza di trasparenza, non sono sorti certo oggi o quattro mesi fa. Sono problemi che ci affliggono da anni, da decenni. Se a Rossano manca l’acqua in alcune zone e manca non soltanto da questa estate o dalla scorsa, bensì manca da almeno quarant’anni, il problema è dell’attuale amministrazione straordinaria commissariale? Oppure forse pretendiamo che questo problema, così come anche quello del cattivo funzionamento dell’impianto fognario di Lido Sant’Angelo e del forte cattivo odore che ogni sera accompagna le passeggiate dei cittadini nella zona antistante la Torre Stellata, debba essere risolto con la bacchetta magica dal Commissario e dai sub Commissari dall’oggi al domani? Con un minimo di buon senso (quel buon senso a cui si appella il Commissario Bagnato nella nota inviata stamattina), occorrerebbe, magari, che chi critica e pretenderebbe oggi i miracoli, farebbe bene a fare un bel mea culpa e andare a vedere come mai ci sono questi problemi e, soprattutto, perché negli anni passati non sono mai stati del tutto risolti.

FUSIONE SCELTA NECESSARIA DOVUTA AGLI ERRORI DEGLI ULTIMI DECENNI: ADESSO SI FACCIA MEA CULPA!

Vogliamo cercare di capire perché si è arrivati alla fusione? Abbiamo cercato l’unione (ché “l’unione fa la forza”…) per poter contare di più a livello istituzionale tra qualche anno. Questo territorio è stato mortificato, scippato e trascurato e adesso pretendiamo i miracoli da una squadra commissariale che sta ponendo le basi per poter far camminare da sola questa città non appena sarà possibile. Suvvia, siamo seri! Facciamo un mea culpa dei nostri errori, delle nostre mancanze, delle nostre scelte. La critica e la ricerca di collaborazione ci stanno, anzi servono alla crescita. Le offese al lavoro degli altri no: quelle vanno rispedite al mittente e bisogna farlo con la giusta determinazione. Proprio come, una volta superato, per l’ennesima volta, ogni limite della decenza, è stato fatto oggi dalla squadra commissariale. Bisogna avere rispetto per le Istituzioni e per chi le rappresenta. Da chi aspira a guidare questa Città ci aspettiamo ben altro.

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