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Corigliano-Rossano, quella “passatella” in Comune dove il sindaco fa da padrone e da sotto

Qualche mal di pancia inizia a farsi sentire nella maggioranza. La sbornia mediatica del sindaco nell’emergenza covid è stata mal digerita da qualche suo compagno di viaggio, specie dell’area coriglianese

Il gioco della Passatella o meglio conosciuto come “Patrun e sutt”

Padrone e… sotto. La celebre “Passatella” è un gioco popolare di carte dove l’obiettivo è quello di bere e far andare “olmo” l’avversario, cioè non farlo bere ma fargli pagare tutte le consumazioni.

A suo modo è un gioco di strategia (e che strategia!) difficilissimo ma che diventa “gioco facile” se “il padrone” (il capo) ed il “sotto” (il sottoposto) – che gestiscono la mano alle carte e, di conseguenza, decidono anche chi deve bere e pagare – giocano in società.

Figurarsi cosa può succedere quando la figura del padrone e del sotto coincidono.

Ora, mutuando la regola del gioco in politica e tracciando le regole sulla base del comando ne viene fuori un quadro davvero simpatico. Un po’ come quello che sta emergendo in queste settimane a Corigliano-Rossano dove nelle stanze del Comune si sta giocando una grande partita di Passatella.

E quando si gioca ad oltranza e qualcuno, tra chi amministra, beve soltanto e altri sono costretti a pagare il conto, allora la cosa si fa più che interessante. Ovviamente c’è chi dice – e le conferme lamentose arrivano diritte dalla stanze dei bottoni sul lato coriglianese – che ad aver monopolizzato il gioco sia la figura del sindaco.

E ci può stare che il primo cittadino abbia il ruolo del “padrone” ma se chiama a se anche quello del “sotto”, avocando ogni decisione senza contraddittorio, ecco allora che si giustificano alcuni mal di pancia. Che non sono ancora coliche ma poco ci manca.

Non è un caso, allora, che in città inizi paventarsi l’idea di un rimpasto di giunta o che alle cerimonie pubbliche non si veda più il codone amministrativo tutto “allineato e coperto”.

Non corre buon sangue tra i rappresentanti di governo. E questo perché Stasi avrebbe assunto i pieni poteri. E ci sono assessori che bisbigliano, anche se a denti stretti e in momenti di sconforto, che vorrebbero fare di più ma hanno le decisioni (più che le mani) legate dalla volontà del sindaco. Ci sono consiglieri comunali che lavorano in commissioni e che cercano visibilità che, invece, non hanno.

Per non parlare poi delle tante decisioni che un comune come Corigliano-Rossano deve assumere (e non subire). E che magari con un po’ più di collegialità e condivisione si potrebbero definire, arrivando ad un punto. Viene da chiedersi: quante istanze, quanti progetti, quante idee ci sono sulle scrivanie della politica e della burocrazia che aspettano di essere evase?

Ed è fuori dubbio che quella sovresposizione mediatica avuta e voluta dal sindaco durante il periodo di emergenza covid ha fatto sì che il primo cittadino prendesse una memorabile sbornia di successo e che tutti coloro i quali hanno contribuito alla vittoria amministrativa di un anno fa, non essendo stati invitati a partecipare, da protagonisti, a questo lauto banchetto mediatico, se la prendessero un po’ a male.

Certo, questo è quello che sta sulla bocca della gente (oggi non più galvanizzata come nel giugno 2019 per l’ascesa dello stasismo al potere) e di atti ufficiali, di prese di posizione ufficiali, al momento, non ce ne sono. Ma c’è un tempo per tutto. E ora è quello della “passatella” dove i giocatori al tavolo non chiedono di passare la mano ma quantomeno di avere un ruolo… non per forza solo quello dell’olmo!

di Marco Lefosse


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