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Corigliano Rossano piange Casciaro: un illustre concittadino che merita di essere ricordato

È andato via, in punta di piedi, uno dei figli più illustri della città di Corigliano Rossano. Si tratta del professore dell’Università della Calabria, Raffaele Casciaro. Docente nella Facoltà di Ingegneria fin dal 1974 e, soprattutto, Ordinario di Scienza delle costruzioni in quell’Ateneo ininterrottamente dal 1988 al 2013 (anno del suo pensionamento). A detta di tutti, il docente veniva considerato tra le menti più brillanti della sua materia degli ultimi cinquanta anni.

«Ricordo – ci scrive Cataldo Capalbo – ancora la prima lezione di scienza delle costruzioni, si tenne in una delle aule “P”, della facoltà di ingegneria, poste sul ponte superiore dell’Unical. L’aula era strapiena (più di 200 persone) molti in piedi (tra cui io), di quella mia prima lezione tenutasi il 23 ottobre 1995 mi è rimasta impressa una frase in particolare, pronunciata dal Prof. Raffaele Casciaro prima di concludere: “ragazzi, studiate passo passo, perché altrimenti arriverete ad un punto in cui non capirete ciò che dirò”. Aveva ragione! Da li a un mese rimanemmo una ventina. Durante il corso compresi quale era la sua più grande paura: che qualcuno passasse l’esame di scienza delle costruzioni senza raggiungere una buona padronanza della materie; difatti l’esame era durissimo (lo superava uno su quattro) e una volta passato ci si poteva considerare “mezzi ingegneri”».

La speranza condivisa è che: «Un personaggio di tale spessore merita il ricordo dalla sua città ed è per questo che invito, e penso che molti altri colleghi ingegneri saranno felici di unirsi, l’amministrazione di Corigliano-Rossano a prendere in considerazione la possibilità di intitolare una via o una piazza al Prof. Raffaele Casciaro».

Infine, da parte di Capalbo, un aneddoto: «Concludo con una delle tante storie sui suoi esami. Uno studente (ultra-ripetente) sbagliava sempre, alla prova scritta, l’esercizio sulla “instabilità”. Quando finalmente riuscì ad arrivare a sostenere la prova orale, il Prof. Casciaro gli chiese come mai sbagliava sempre quel tipo di esercizio. Lo studente gli fece intuire che non aveva ben chiaro l’argomento e che, quindi, era inutile che glielo chiedesse perché non avrebbe risposto. Al che il docente disse: “ho capito cosa vuoi farmi intendere, allora parliamo…dimmi … dimmi tutto quello che sai sulle non linearità geometriche”. A quel punto lo studente si alzò e andò via».


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