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Corigliano Rossano, la maggioranza tuona contro l’opposizione: ignora i presupposti di partenza

“Forze di opposizione non riescono a fare altro che gridare allo scandalo per ogni azione portata avanti dalla maggioranza”

corigliano rossanoI gruppi consiliari di maggioranza di Corigliano Rossano si scagliano contro “l’incessante lamento di alcune forze di opposizione che non riescono a fare altro che gridare allo scandalo per ogni azione portata avanti dalla maggioranza che amministra la città, ignorando volutamente i presupposti da cui si è partiti. Un giorno è la Polizia Locale, un altro il personale e poi così via senza la minima attenzione alle cose che si scrivono. Così sulle politiche del personale si incentra tutto sull’ormai famoso articolo 110 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), quel dettato normativo che consente al sindaco di dotarsi di un dirigente, che ha facoltà di scegliere dopo una valutazione che non porta alla redazione di una graduatoria, dunque solo alla formazione di un ventaglio di nomi dai quali il sindaco sceglierà quello del dirigente non di ruolo che potrà restare in servizio fino al termine del suo mandato. Eppure risulta chiaro che non necessita alcuna procedura concorsuale per gli incarichi dirigenziali a termine ex comma 1 dell’art. 110 del TUEL, per come ha ribadito di recente il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, a chiarimento delle modalità di affidamento di incarichi dirigenziali e relativa giurisdizione.

Viene ricordato che vi è una notevole differenza tra concorso pubblico e selezione pubblica, sulla scorta delle sentenze della quinta sezione del Consiglio di Stato n. 2867/2019, n. 1549/2017 e n. 2526/2017: “la procedura selettiva di cui all’articolo 110 del decreto legislativo n. 267/2000 non consiste in una selezione comparativa di candidati svolta sulla base dei titoli o prove finalizzate a saggiarne il grado di preparazione e capacità, da valutare (gli uni e le altre) attraverso criteri predeterminati, attraverso una valutazione poi espressa in una graduatoria finale recante i giudizi attribuiti a tutti i concorrenti ammessi, essendo piuttosto finalizzata ad accertare tra coloro che hanno presentato domanda quale sia il profilo professionale maggiormente rispondente alle esigenze di copertura dall’esterno dell’incarico dirigenziale”. Puntando l’attenzione sullo stato dell’attuale dotazione organica, un minimo di accortezza porterebbe ad evitare squilli di tromba: decine e decine di dipendenti hanno lasciato il lavoro o per pensionamento ordinamentale ovvero per la ormai nota quota 100. L’emergenza Covid ha bloccato di fatto i concorsi banditi che stanno ripartendo con celerità e daranno nuova linfa al comune.

NON SI HA IL MINIMO INTERESSE DI SVILUPPARE LA FUSIONE

Ricordano i nostri eroi che dei due comuni fusi ex lege regionale n.2 del 2.2 del 2018 uno era privo della dirigenza e dunque la sperequazione ereditata ha portato alla conferma a termine dei due dirigenti reclutati ex 110 dalla gestione commissariale con l’innesto di un valido dirigente al servizio finanziario che ha finalmente messo mano a quel turbine contorto di residui? Hanno a mente che solo Rossano contava al tempo della loro gestione su 4 dirigenti di ruolo e di fior di funzionari con esperienza, con metà della popolazione dell’odierno comune? Nulla, solo i conti della domestica che mirano a impressionare la gente e nulla più. Allora diciamo che non si ha il minimo interesse di sviluppare la fusione, non si vuole prendere atto che le elezioni si sono svolte un anno fa e che occorre proporre, costruire, stimolare, non demolire per il gusto di farlo. L’uso del 110 del Decreto Legislativo 267/00 è legittimato per consentire in tempi rapidi ad un sindaco di sviluppare il proprio programma. Nel nostro comune abbiamo previsto un’ampia articolazione della dirigenza, ridando dignità ai settori che risultavano compressi e presto avvieremo una stagione di reclutamento progressivo di figure dirigenziali di ruolo.

Il lamento circa il risparmio derivante dalla promozione di qualche funzionario interno risulta sterile perché in qualche caso, promosso il funzionario (di certo valore), vista la grave carenza di personale soprattutto apicale all’interno dei vari settori, il nuovo dirigente avrebbe rischiato di dirigere solo se stesso. Dunque nessuno scandalo perché mancano i funzionari, mancano quadri intermedi e per quelli esistenti abbiamo provveduto ad un interpello prima di istituire l’area della posizioni organizzative che darà qualificazione ulteriore all’azione amministrativa oltre che gratificazioni al personale. In generale, rispetto ad ipotesi fantasiose di divisioni o spartizioni sugli incarichi, probabilmente alcuni tendono a proiettare sugli altri le proprie prassi, distanti anni luce dall’attuale amministrazione.


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