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Corigliano Rossano: l’Università nella sede dell’ex Tribunale!

Il Tribunale di Rossano

REDAZIONALE

E se il palazzo del Tribunale di Santo Stefano diventasse il centro di cultura della nuova città di Corigliano-Rossano? E se proprio quel “palazzo”, emblema della sconfitta del territorio ionico e di un popolo che si è visto negare il diritto alla giustizia, diventasse simbolo del riscatto e della speranza, attraverso l’istituzione dell’Università della Sibaritide? L’idea si sussurra tra la gente. Anche se così come si sussurra, si rigetta. E la rigettano quegli ambienti che, purtroppo, vorrebbero vederci sempre soccombere. Quelli che, per intenderci, a queste latitudini hanno sempre preso e mai restituito. Nulla!

Oggi abbiamo quattro parlamentari a rappresentare questo territorio, quattro rappresentanti del popolo all’interno delle stanze del governo che potrebbero sostenere questa idea, che potrebbero piantarla nel cuore dello Stato, farla germogliare e crescere. Non è affatto un’idea malsana. È, al contrario, un’idea lungimirante, illuminata, da visionari. Un po’ come lo è stata quella che ha portato alla nascita della terza Città della Calabria, quella che – come l’ha ben definita qualcuno – è diventata per forma e sostanza la grande Pòlis della Magna grecia, proiettata nel terzo millennio.

CORIGLIANO ROSSANO: SOGNARE NON COSTA NIENTE

L’Università nel Centro storico di Rossano. Che sia un polo universitario o una piccola sede, poco importa. Basta che sia produttiva e di prospettiva, per il sapere (innanzitutto), per la crescita e la formazione dei nostri giovani (con sempre meno prospettive), che serva a riempire di contenuti, idee e progetti la nuova Città.

Si parta da qui, avendo anche il coraggio di mettere da parte i pensieri (sogni erotici per un uomo di cent’anni) di rivedere riaperto il Tribunale di Rossano in quella che era la sua vecchia sede di Santo Stefano. È ormai impensabile. Non è praticabile. Non ci sono più le condizioni. Semmai ci fossero prospettive per un nuovo tribunale della Sibaritide (giusto perché è necessario a sbrigare gli affari della giustizia in questo lembo di terra e opportuno per ripristinare il diritto alla giustizia) sarebbe bene che questo venisse “edifcato” in pietra, valori e contenuti nel cuore della nuova Città, lì dove magari dovrà sorgere la cittadella degli uffici: un nuovo, moderno, innovativo grande centro burocratico dove i cittadini, guardandosi attorno, potranno trovare tutti i servizi: dal nuovo ospedale, alle faccende amministrative comunali per finire, appunto, ai servizi della Giustizia.

Sempre in potenza, tra l’altro, a breve – stando alla stagione di progettualità avviata dal governatore Oliverio nella Calabria del Nord Est – dovremmo avere una ferrovia “seminuova” ma comunque utile, elettrificata, che potrebbe essere il primo vettore di connessione tra le diverse aree della nuova Città (una rustica metropolitana di superficie), che potrebbe “fermare” proprio nel centro della realizzabile cittadella degli uffici e dei servizi. .

Fantasticherie. Probabilmente sì, ma nemmeno così tanto. Sognare non costa niente; osare, credere e realizzare invece è capacità. Quella che si chiede alla nuova classe politico-dirigente che sarà chiamata ad amministrare Corigliano-Rossano dalla prossima primavera.

CORIGLIANO ROSSANO: UNIVERSITÀ DELLA SIBARITIDE O DEL BIZANTINO

Ritornando alla nostra università, all’Università della Sibaritide o del Bizantino (suona bene, no!)… che potrebbe sorgere nell’ormai ex palazzo di giustizia del centro storico ma con sedi anche in altri edifici dislocati sul territorio della grande città, abbandonati da anni e/o semi utilizzati (l’ex elaiopolio su tutti o il grande complesso di proprietà della Camera di Commercio a Cantinella) di spunti sui contenuti che potrebbe elargire ce ne sarebbero a bizzeffe.

Ad esempio, potrebbe essere un’università ad indirizzo prettamente turistico, nella casa del Codex. Magari per riuscire ad educare anche la futura generazione chiamata a sostituire e rigenerare su premesse e basi nuove, di competenza, la massa di operatori calabresi di questo settore che – a dire il vero – poi di turismo, promozione e marketing ne sanno ancora poco o nulla (tranne qualche piacevole eccezione). Oppure si potrebbe pensare ad un ateneo rivolto ed indirizzato all’agroalimentare, alla pesca e alla valorizzazione delle cultivar locali. Insomma, di valori da mettere sul piatto, dicevamo, ce ne sarebbero tantissimi. E senza far torto a nessuno (Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria… tanto per essere chiari!).

Ma università a Corigliano-Rossano, in una delle principali sedi in cui sono transitate la cultura, la storia e le dinamiche socio-politiche della regione. Significherebbe ridare slancio all’economia di questa Città. E non ci riferiamo (come pensa qualche malpensante che legge) al business del mattone e del cemento. Ma alla prospettiva della rinascita e della riqualificazione che in altre parti d’Italia e d’Europa ha creato benessere e ridato nuova vita a centri che, altrimenti, erano destinati a morire e a spopolarsi (Camerino, Urbino, la stessa Matera, e così via…). Ci saranno cittadini e imprenditori che riqualificheranno quelle case fatiscenti, oggi senza prospettiva, dove potranno risiedere gli studenti, ma attorno a questo si svilupperà l’indotto del terziario. Che significa benessere per tutti. Mettiamocelo bene in testa e spazziamo via dai nostri pensieri quella misera concezione – questa sì tutta sibarita da sempre – che “per tagliare le gambe al mio vicino, mi gambizzo anche io”. È un cane che si morde la coda e che alla lunga sta portando questo territorio, un tempo il più ricco e pieno di prospettive del Meridione, ad implodere. Meno cattiverie, meno invidia e più collaborazione; anzi più competizione leale. Quella che porta ad una crescita per tutti. Dove chi è più bravo emerge. Consapevoli che oggi per una crescita organica di Corigliano-Rossano, che faccia da traino alla crescita dell’intero territorio ionico, non servirà essere solo bravi. Bisognerà essere i migliori!


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